DE MAGISTRIS SI CANDIDA PER LA PRESIDENZA DELLA REGIONE CALABRIA

Fingendo di sciogliere una riserva che dentro di sé aveva già sciolto da tempo, il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha annunciato stamattina la propria candidatura per la guida della Regione Calabria, dove l’11 aprile si tornerà alle urne dopo il tragico epilogo della presidenza di Jole Santelli, la governatrice scomparsa lo scorso 15 ottobre. De Magistris ha avuto quindi pochissimo tempo per maturare la decisione e poco ne ha davanti per conquistare la fiducia dei calabresi, ai quali lo lega soprattutto l’esperienza professionale come pubblico ministero a Catanzaro. 

Il suo percorso da sindaco di Napoli, però, era ormai agli sgoccioli: oltre il secondo mandato – che scade in primavera – non sarebbe potuto andare e al momento nulla lascia prevedere che la sua erede designata, l’attuale assessore Alessandra Clemente, possa conquistare Palazzo San Giacomo consentendogli di continuare a operare dietro le quinte e fare il sindaco-ombra della città. Non gli restava, dunque, che tentare un’altra impresa come quella di dieci anni fa, che pure sembrava impossibile e invece si rivelò vincente. L’ultimo – ed ennesimo – rimpasto della giunta partenopea gli è servito anche per mettere le pedine al posto giusto in vista della campagna elettorale calabrese. Non a caso è intervenuto anche sul ruolo di vicesindaco, da tempo ricoperto da Enrico Panini, certamente l’esponente più autorevole della sua, peraltro piuttosto anonima, squadra di governo. Da un giorno all’altro Panini si è ritrovato fuori gioco, e al suo posto è andato Carmine Piscopo che è anche responsabile nazionale di Dema, il movimento politico fondato da de Magistris e con il quale si avvia ora a tentare la scalata alla Regione Calabria. Altre intese, per adesso, non ce ne sono, ma certo potranno essere costruite prima di entrare nel vivo della campagna elettorale. E se con Pd e M5S non ci sono prospettive, diverso è il discorso per quanto riguarda le organizzazioni civiche già attive sul territorio calabrese. 

A cominciare da quelle che fanno capo a Carlo Tansi, il geologo che ha fondato un network composto da Tesoro Calabria, Calabria Libera e Calabria Pulita e che alle scorse elezioni, però, non è riuscito a superare il 7% dei consensi e non è quindi nemmeno entrato in Consiglio. In Calabria, infatti, lo sbarramento è all’8%, una soglia alta che potrebbe indurre Tansi ad accordarsi con de Magistris, magari con la garanzia di una vicepresidenza. Ne parleranno oggi pomeriggio, quando il sindaco di Napoli arriverà a Cosenza per un primo giro di incontri fissati già prima dell’annuncio ufficiale. Un annuncio in cui spiega di aver deciso «per amore della Calabria» e ringrazia «le calabresi e i calabresi che in questi giorni mi hanno mostrato affetto e stima esortandomi ad affrontare una sfida tanto difficile quanto straordinariamente affascinante». Poi parla del suo rapporto con la Regione che si candida a governare: «Sono indissolubilmente legato a questa terra sin da bambino. Le estati dal 1975 al 1992; la prima sede da pubblico ministero (per scelta) dal 1995 al 1998; il ritorno (per scelta) dal 2003 al 2008 (cacciato dal Sistema per aver investigato il Sistema criminale); le estati dal 1995 ad oggi. Moglie calabrese, un figlio nato in Calabria. Da magistrato in Calabria ho dimostrato fedeltà alla Costituzione applicando l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge». Quindi uindi l’annuncio diventa un vero e proprio manifesto elettorale: «Mi rivolgerò, con umiltà e rispetto, a tutte le donne e a tutti gli uomini di questa Regione. Non sono un candidato calato dall’alto. Posso essere strumento per un processo di liberazione dal basso per dare voce ai tanti calabresi che non si piegano, che lottano per i valori costituzionali. Per una Calabria forte e autorevole, mai con il cappello in mano e il guinzaglio di un ceto politico trasversale che ha annichilito la potenzialità di questa terra».

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