Dieci squadre che giocano a perdere: il problema del tanking e come Nba vorrebbe risolverlo
“Sì, è peggio che negli ultimi anni” ha detto il Commissioner Silver riguardo alla pratica consolidata di perdere partite in regular season per avere pescate migliori al draft. Pronte modifiche al regolamento, ma si può davvero cancellare un fenomeno che fa parte della cultura del basket più bello del mondo?
Trust The Process. Era l’inizio dello scorso decennio e negli ambienti Nba, soprattutto quelli attorno a Philadelphia, quella frase era diventata un motto. In fondo, incarnava tutto quello in cui il basket più bello del mondo crede: per essere forte, per puntare in alto, devi prima imparare a perdere. E farlo fino a quando non hai accumulato via draft abbastanza talento per tornare in alto. I Sixers che aspettavano Joel Embiid erano, per stessa ammissione dei dirigenti che avevano messo insieme quel piano, una sorta di “nomadi del basket”, un’accozzaglia di giocatori che avrebbero fatto una figura migliore in G-League. Invece scendevano in campo in Nba, facevano i titolari con la missione ufficiale di dare almeno l’idea di provarci e quella ufficiosa di assicurare alla franchigia le chance migliori di vincere la Lottery e pescare il più in alto possibile al Draft. Trust The Process voleva dire fidarsi di quello che stava succedendo, dell’idea che per essere meglio devi prima toccare il fondo e poi cominciare lentamente a risalire. Quel piano di Philadelphia non ha mai funzionato completamente, visto che i Sixers nati da quelli che sguazzavano sul fondo dell’Nba e ripetevano Trust The Process, sognando che si traducesse in una corsa al titolo, non sono mai nemmeno andati vicino a vincerlo.
