Dybala e il rifiuto della 10: “Dissi a Pinto che per rispetto avrei preso il 21”

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Paulo Dybala ha rilasciato un’intervista a Sport Illustrated in cui ha trattato diversi temi, tra cui il suo arrivo nella Capitale. Dalle sue dichiarazioni emerge un aneddoto eclatante: nel primissimo incontro tra l’argentino, Tiago Pinto e Mourinho, il Ds si era portato con sé la maglia giallorossa personalizzata con il numero 10, che però la Joya rifiutò: “Totti è colui che ha indossato quella maglia. E’ amatissimo dai tifosi, dalla gente e per quello che rappresenta per la città, ho pensato che non fosse il momento adatto per prendermi la 10. Nessuno l’aveva indossata dopo di lui, ero appena arrivato e nonostante venissi da un club come la Juventus, dissi a Tiago che per rispetto avrei preso il 21”.

La Roma, a tre giornate dalla fine del campionato, ha la possibilità di qualificarsi per la Champions. Ma non si pensa solo al presente, il club giallorosso sta ancora decidendo chi prenderà il posto di Claudio Ranieri per la prossima stagione. La conquista del quanto posto sarebbe un motivo in più per convincere Max Allegri, uno dei nomi che più piace ai Friedkin. I primi contatti risalirebbero a circa 15 giorni fa con la promessa di risentirsi più avanti e al tecnico toscano la piazza di Roma piace, ma la concorrenza con Napoli e Milan.

Paulo Dybala ha rilasciato una lunga intervista a Sport Illustrated dove ha parlato di diversi temi collegati alla sua esperienza alla Roma. Sul primo contatto con José Mourinho: “”Mourinho? La prima volta abbiamo solo avuto una bella chiacchierata, è stata una lunga conversazione, ma non ha fatto pressione per ottenere una risposta immediata. Ma il giorno dopo voleva richiamarmi, così gli ho detto di darmi qualche ora per parlare con la mia famiglia e mia moglie. Ho parlato con loro e con la mia squadra e, una volta presa la decisione di unirmi alla Roma, gli ho mandato un messaggio dicendogli: ‘A presto’. E con quello abbiamo concluso l’affare”. Sulla finale persa Budapest: “È sempre brutto, sempre triste perdere. Però credo che anche la sconfitta faccia parte del gioco. Mi ha fatto malissimo, sono stato male perché pensavo che il gruppo meritasse di vincere. Uno pensa ai compagni, alla squadra, alla gente. Ha fatto male anche per come è andata la finale, ma come ha detto Matic ‘Questo è il calcio’. A volte vinci, a volte perdi”. (Romanews.eu)

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