È morto il compositore greco Mikis Theodorakis

Aveva 96 anni. Era celebre per il sirtaki del film ‘Zorba il greco’, caso clamoroso di «esotismo interno», ma aveva un repertorio ampio e si era schierato contro il regime dei colonnelli finendo in prigione

È morto il compositore greco Mikis Theodorakis. Aveva 96 anni. Il suo sito ufficiale si riporta come causa della morte, avvenuta oggi, l’arresto cardio-respitatorio. 

Theodorakis era celebre per aver composto il sirtaki che si sente nella scena finale del film con Anthony Perkins e Alan Bates Zorba il greco, un tema e un ritmo talmente famosi da essere scambiati per repertorio folclorico. È invece una danza popolare artefatta, nata dall’unione di due diversi balli, che si è imposta nel mondo come espressione autentica della musica popolare greca. Come ha scritto il musicologo Franco Fabbri, è un caso di «esotismo interno».

Theodorakis non era solo quello del sirtaki, tutt’altro. È autore di centinaia di composizioni (fra le altre musiche scritte per il cinema si ricordano quelle per Z – L’orgia del potere di Costa-Gravas e per Serpico di Sidney Lumet), balletti, opere, musica da camera, sinfonie. Ha anche giocato un ruolo nella storia politica del suo Paese. «Ho sempre vissuto con due suoni: quello della musica e quello della politica», disse al New York Times negli anni ’70.

Nato nel 1925, durante la Seconda guerra mondiale aveva fatto parte di un gruppo comunista. Marxista, dopo la fine del conflitto era stato mandato in esilio per tre anni sull’isola di Makronisos. Nel 1964 è entrato in Parlamento e con l’avvento del regime dei colonnelli è diventato latitante, mentre la sua musica veniva bandita dal Paese. Arrestato, per tre anni ha vissuto confinato con moglie e figli prima in un piccolo villaggio nel Peloponneso, poi a in un campo di prigionia. Una volta liberato anche grazie alle pressioni internazionali, ha vissuto in esilio a Parigi.

Ha lavorato per far cadere la giunta incontrando leader internazionali. Nel 1974, dopo la fine del regime, è tornato in Grecia accolto come una sorta di eroe popolare. Negli anni ’80 e ’90 è stato parlamentare, eletto in un primo tempo col partito comunista che ha poi lasciato.

«Abbiamo perso una parte dell’anima della Grecia», ha scritto la ministra della cultura Lina Mendoni.

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