ECONOMIA: BANKITALIA
A ottobre il debito delle amministrazioni pubbliche è aumentato di 27,7 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.770,8 miliardi, segnando un nuovo record rispetto al picco raggiunto a luglio scorso quando si era attestato a 2.770,5 miliardi. L’aumento, spiega la Banca d’Italia, è dovuto principalmente all’incremento delle disponibilità liquide del Tesoro (14,6 miliardi, a 62,6); vi hanno inoltre contribuito il fabbisogno (9,9 miliardi) e l’effetto complessivo di scarti e premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (3,2 miliardi). Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, la variazione del debito nel mese di ottobre riflette quello delle amministrazioni centrali. Il debito delle amministrazioni locali e quello degli Enti di previdenza sono rimasti pressoché invariati. Alla fine di ottobre la quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia era pari al 26,1% (invariata rispetto al mese precedente); la vita media residua del debito è lievemente diminuita, a 7,7 anni.
