La previsione è che l’istituto rialzi i tassi di 75 punti base, mentre i riflettori saranno rivolti sulla conferenza stampa di Christine Lagarde, attesa al varco per le indicazioni sul Qt (il quantitative tightening, la riduzione bilancio), oltre che sui futuri rialzi dei tassi.

Secondo quanto ha scritto recentemente in una nota Marco Valli, economista di Unicredit, la Bce si avvia dunque verso un’altra mossa da 75 punti, fissando il tasso sui depositi all’1,5%, dal momento che la Banca centrale “sembra sempre più propensa ad addentrarsi nel territorio restrittivo nei prossimi mesi, anche se è probabile che il ritmo degli aumenti dei tassi rallenti”. Secondo l’indicazione che va per la maggiore sul mercato, a dicembre potrebbe arrivare una nuova stretta ma da 50 punti. L’altro aspetto messo nel mirino riguarda la riduzione della remunerazione delle riserve in eccesso.

“Ci aspettiamo inoltre un’azione volta a ridurre la remunerazione delle riserve in eccesso, che potrebbe spingere le banche a rimborsare alcuni dei loro fondi TLTRO prima della scadenza”, ha scritto ancora Valli. Su questo punto, la vicenda è molto tecnica ma anche assai spinosa in una fase di rallentamento economico che comporta grandi sacrifici per le famiglie. Le banche possono infatti da un lato beneficiare delle assegnazioni di denaro a tassi negativi (le aste Tltro, appunto) congegnate otto anni fa per assicurare una trasmissione del credito liscia nell’Eurozona. Questo denaro, ora che il tasso sui depositi di liquidità presso la Bce è salito a zero, praticamente rende da solo, senza costi o assorbimento di capitale da parte delle Banche. Insieme al ravvivarsi dei margini d’interesse dovuto all’allargamento degli spread, A&F ha calcolato un extra-profitto di sistema nell’ordine dei dieci miliardi di euro.

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