ECONOMIA: BORSA
Le azioni europee si dirigono verso un’apertura al ribasso, al seguito dei cali di Wall Street e dell’Asia dopo la mossa della Fed che ha alzato ancora di 75 punti base il costo del denaro. Il mercato si era convinto in un primo momento, alla pubblicazione del comunicato, che il messaggio fosse accomodante, scorgendo indizi di un prossimo rallentamento delle strette. Poi le parole del governatore Jay Powell hanno fatto cambiar verso ai listini (lo S&P500 ha perso il 2,5%), messi di fronte alla realtà che saranno “appropriati” altri rialzi dei tassi e che una politica monetaria restrittiva sarà necessaria “per un certo tempo”. Insomma, per quanto magari di intensità inferiore, le strette della Fed andranno avanti e “il livello finale dei tassi sarà più elevato di quanto inizialmente previsto”. Oggi è la volta della Banca d’Inghilterra, che come da attese alza il costo del denaro al 3% portandolo al top dal 2008.
Sono rimaste sostanzialmente stabili le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti. Il dato si è attestato a quota 217.000, contro le 218.000 della settimana precedente e le 220.000 attese dal mercato.
Nel pieno della pandemia, gli Stati Uniti avevano registrato un massimo di 6,9 milioni di nuove richieste settimanali. La media delle ultime 4 settimane è di 218.750, In calo di 500 unità dalla media della settimana precedente. Il numero complessivo dei lavoratori che ricevono i sussidi di disoccupazione – relativo alla settimana terminata il 22 ottobre, l’ultima per la quale è disponibile il dato – è aumentato di 11.449 unità a 1.238.290 milioni. Il numero totale delle persone che ricevono gli aiuti dei vari programmi statali e federali era di 1.250,555 Nella settimana conclusa il 15 ottobre, in aumento di 28,929 unità dalla settimana precedente.
Dagli States si segnalano anche altri dati: l’indice di produttività del terzo trimestre segna una crescita sopra le attese (+0,3%) mentre il costo del lavoro balza del +3,5%. Il saldo della bilancia commerciale si è infine ampliato al massimo da tre mesi di 73,3 miliardi di dollari a settembre del 2022, rispetto ad un deficit di 65,7 miliardi di dollari rivisto al ribasso ad agosto. Un dato al di sopra delle previsioni di mercato di 72,2 miliardi di dollari.
