ECONOMIA: CHIP

Sarà Vigasio, a Sud di Verona e a un tiro di schippo dall’Autostrada del Brennero, il luogo italiano in cui Intel posizionerà una nuova fabbrica di chip.

La notizia è stata rilanciata dalla Reuters durante il fine settimana, ma secondo l’agenzia finanziaria i dettagli dell’intesa che ha visto coinvolto anche Palazzo Chigi sarebbero stati definiti già a inizio mese, senza però ufficializzare alcunché in vista dell’appuntamento elettorale. Dalle parti in causa, sia multinazionale americana che governo, non sono infatti stati rilasciati commenti.

Il mercato dei chip è stato uno dei più sconvolti dalla pandemia. Il boom di connessioni e uso della tecnologia ha portato a una domanda di alto livello, che la produzione non è riuscita a soddisfare. Infatti molte applicazioni sono rimaste a secco di chip, come sanno bene nell’industria automotive. Per altro si tratta di un settore iper-concentrato nelle mani di pochi colossi, che stanno nel Far East asiatico o negli Usa. L’Europa è nel mezzo, con un piano per recuperare il terreno di distanza.

Intanto, la multinazionale americana si sta muovendo strizzando appunto l’occhio al Vecchio continente. L’investimento di Intel in Italia, pari a 4,5 miliardi, fa parte di un più ampio piano, annunciato dal produttore di chip statunitense lo scorso marzo, di investire fino a 80 miliardi di euro nel prossimo decennio in Europa. L’annuncio del piano di investimenti Intel lo ha fatto nel marzo scorso un mese dopo che la Commissione Europea aveva predisposto un piano per incoraggiare l’industria dei microchip a investire nei Paesi Ue. Sulla parte dedicata all’Italia, era anche andato in scena uno scontro tra i ministri Giorgetti e Colao.

Ora pare che i miliardi di possibili investimenti non vadano dispersi. Secondo Intel lo stabilimento creerà 1.500 posti di lavoro più altri 3.500 dall’indotto e sarà attivo tra il 2025 e il 2027. Come detto, non ci sono per ora conferme ufficiali da parte di Intel o dall’Esecutivo di Draghi anche perchè le trattative, scrive Reuters, sono ancora in corso e confidenziali. C’è poi da considerare il fatto che il governo italiano potrebbe metter sul piatto – come ha scritto in precedenza l’agenzia – fino al 40% delle risorse e questo comporterebbe necessariamente una condivisione del piano con il nuovo esecutivo.

Il sito sarà un impianto di confezionamento e assemblaggio di semiconduttori. Situata vicino a Verona, collegata con l’autostrada e la ferrovia del Brennero, Vigasio è stata la scelta preferita tra una rosa di due siti (l’altro era in Piemonte). Vigasio risulta anche ben collegata con la Germania e in particolare con Magdeburgo, città dove Intel realizzerà due stabilimenti.

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