ECONOMIA: CINA, BIG TECH

Un sindacato per le Big Tech. Pressati dalla stretta del Partito degli ultimi mesi, i colossi tecnologici cercano di adeguarsi al nuovo mantra della “prosperità comune” lanciato dal presidente Xi Jinping. E così, in una mossa rarissima per le aziende private del settore, Didi – l’Uber cinese – e il colosso dell’e-commerce jd.com hanno annunciato la creazione di un proprio sindacato interno. Sollecitate dalle linee guida rilasciate dall’unico sindacato nazionale che esiste in Cina, le due società hanno subito risposto. Aumento del salario minimo orario, accesso all’assicurazione sanitaria, basta con la cultura del “996” – lavorare, cioè dalle nove del mattino alle nove di sera sei giorni alla settimana, pratica che recentemente la Corte suprema ha ribadito essere illegale: queste le richieste della “Federazione dei sindacati di tutta la Cina” diramate il mese scorso per migliorare le condizioni dei quasi 78 milioni di lavoratori della gig economy.

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