ECONOMIA: CONTI PUBBLICI, FISCO

 Il governo apre i molti dossier sul tavolo, mentre i mercati continuano a scrutare in direzione dei banchieri centrali per capire quali saranno le prossime mosse sul percorso di graduale ritirata degli stimoli straordinari alle economie. Resta sullo sfondo la preoccupazione per il caso Evergrande, il colosso cinese del real estate in serie difficoltà finanziarie. Senza dimenticare, poi, la reazione a quel che sarà l’esito del voto tedesco e dei pesi e contrappesi per la formazione del nuovo governo che si poggerà – stando alle attese della vigilia – su una coalizione triplice.

Cominciando dai temi interni, l’esecutivo di Draghi ha in agenda entro martedì la scrittura della Nota di aggiornamento al Def, la nuova cornice sui grandi numeri dell’economia entro la quale si scriverà, per metà ottobre, la legge di Bilancio. Il ministro Franco ha indicato da Lecce che per quest’anno è preventivabile una crescita del 6% e che l’anno prossimo il ritmo sarà ancora sostenuto, intorno al +4%, ma non bisogna dimenticare che veniamo da un crollo del Pil vicino al 9% e quindi che torneremo in un biennio a dove saremmo dovuti arrivare senza il Covid. Anche il debito e il deficit miglioreranno rispetto alle previsioni di aprile, fornendo al governo una decina di miliardi di margine per i primi interventi in agenda. 

Come ricostruito da Repubblica, la prima sfida per la ripartenza è quella del lavoro. Un tema che sarà senz’altro al centro dell’incontro di lunedì pomeriggio tra il premier e i sindacati Cgil, Cisl e Uil. Il leader della Cgil, Maurizio Landini, ha detto di aspettarsi indicazioni concrete su quali saranno i provvedimenti da discutere nelle prossime settimane. Con la Nadef, intanto, dovrebbe arrivare anche il decreto fiscale che potrebbe essere il luogo per risolvere alcuni nodi rimasti irrisolti: il ritorno dell’indennità di quarantena e nuovo intervento sulle cartelle esattoriali. Mentre l’Agenzia delle Entrate ha diffuso le regole per lo stralcio dei vecchi ruoli sotto i 5mila euro, la viceministra all’Economia Laura Castelli è tornata a chiedere una “rottamazione quater e un nuovo saldo e stralcio”, magari questa volta focalizzato sui cittadini che hanno carichi pendenti e sono tra quelli “maggiormente colpiti dalla crisi economica” innescata dalla pandemia. Si starebbe valutando, ad esempio, di riammettere ai piani di rateazione chi è decaduto durante l’emergenza perché non ha onorato le rate. Sullo sfondo c’è poi il tema della delega fiscale, dentro la quale si annida la divisiva riforma del catasto: possibile che slitti a dopo le elezioni amministrative per evitare pericolose fratture politiche.

Nel frattempo, gli occhi dei mercati restano puntati sulle mosse delle banche centrali e guardano in particolare all’audizione di lunedì della presidente della Bce, Christine Lagarde, al Parlamento europeo e, nei giorni successivi, al Forum Bce con gli interventi – oltre che di Lagarde e dei principali componenti del board – anche del governatore della Fed, Jerome Powell. C’è poi attesa, venerdì, per i dati sui Pmi manifatturieri di settembre di Eurozona, Italia, Francia, Germania e Stati Uniti che dovrebbero chiarire quanto le crescenti preoccupazioni sull’impatto della variante Delta del Covid abbiano impattato sulla ripresa del settore industriale.

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