ECONOMIA: EDITORI TEDESCHI

0

Si apre un nuovo fronte tra Google e gli editori europei, in particolare dalla Germania. Secondo quanto riporta il Financial Times, i colossi dell’editoria e della pubblicità tedesca hanno fatto appello all’Unione europea perché intervenga sul piano di Big G di porre fine all’utilizzo dei cosiddetti “cookie di terze parti”. Di che cosa si tratta? Le linee guida del nostro Garante privacy aiutano a circoscrivere il problema: i cookie sono stringhe di testo che i siti web (le “prime parti”) visitati dall’utente o siti o web server diversi (le “terze parti”) posizionano ed archiviano – direttamente, nel primo caso o indirettamente, nel caso delle “terze parti” – all’interno di un dispositivo terminale nella disponibilità dell’utente medesimo (un computer, un tablet, uno smartphone, ogni altro dispositivo in grado di archiviare informazioni). Queste stringhe di testo sono memorizzate dai browser, che le trasmettono nuovamente ai siti che li hanno generati in occasione di una successiva visita del medesimo utente, mantenendo così memoria della sua precedente interazione con uno o più siti web. Le informazioni contenute – esemplifica l’autorithy – possono includere dati personali, come un indirizzo IP, un nome utente, un identificativo univoco o un indirizzo e-mail, ma possono anche contenere dati non personali, come le impostazioni della lingua o informazioni sul tipo di dispositivo che una persona sta utilizzando per navigare nel sito.

Rispondi

Scopri di più da Yes Magazine

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere