ECONOMIA: FCA, SINDACATI

n giudice federale americano ha accolto l’accordo che era stato annunciato il 27 gennaio scorso tra Fiat Chrysler Automobiles e l’ufficio del procuratore degli Stati Uniti per il distretto orientale del Michigan per porre fine a un’indagine iniziata nel 2017 sul versamento di tangenti per 3,5 milioni di dollari ad alcuni rappresentanti dello United Auto Workers, il più importante sindacato americano del settore automobilistico, in violazione delle leggi sul lavoro.

Con l’accordo di gennaio Fca, che dopo la fusione con Psa fa oggi parte del gruppo Stellantis (partecipata al 14,4% dalla holding Exor, che controlla anche l’editore di Repubblica), aveva ammesso la propria colpevolezza in relazione alle contestazioni sulla violazione del Labor Management Relations Act e concordato una multa di 30 milioni di dollari.

Il giudice Paul Borman del distretto orientale del Michigan ha confermato sia l’entità della multa, che si situa nella parte alta della forchetta di 18-36 milioni di dollari ipotizzata inizialmente dall’accusa, sia l’istituzione di un garante indipendente per un periodo di tre anni. Il garante dovrà vigilare sullo scioglimento del National Training Center (Ntc) di Detroit, un centro di formazione attraverso il quale erano stati veicolati benefit personali ad alcuni sindacalisti, e sulla definizione dei controlli interni sui trust che prenderanno il posto dell’Ntc.

L’indagine per corruzione aveva portato a formulare accuse nei confronti di 15 diverse persone, inclusi tre ex dirigenti di Fca. I pagamenti illeciti includevano un mutuo da 262 mila dollari per un ex vice presidente dello Uaw, spese di tipo personale e viaggi a Palm Springs e in California per altri leader del sindacato.

Secondo quanto riportato da The Detroit News, il giudice Borman ha definito “molto serie” la natura e le circostanze del reato. La rappresentante della procura, Erin Shaw, ha definito le accuse mosse nei confronti di Fca una delle maggiori, se non la maggiore, violazioni del Labor Management Relations Act, affermando che il comportamento dell’azienda ha minato la fiducia dei lavoratori nei confronti dei rappresentanti sindacali e nei processi di contrattazione aziendale. “Siamo lieti che Fca abbia ammesso la propria responsabilità e che si sia impegnata a fare delle riforme”, ha aggiunto Shaw, sottolineando come la ricostruzione effettuata dall’indagine chiarisca che i comportamenti di Fca non possano essere addebitati a dei dirigenti di basso livello: “È molto chiaro che negli anni passati c’era un problema con la cultura dell’azienda”.

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