ECONOMIA: GAS
Se la riduzione delle forniture di gas dalla Russia dovesse permanere nei prossimi giorni, il Ministero della Transizione Ecologica potrebbe decidere la prossima settimana di passare all’attuale livello di preallarme a quello di allarme.
Lo fanno sapere all’ANSA fonti del Ministero.
Il ministero sta monitorando al momento il flusso di gas, in costante contatto con i principali operatori del settore, Snam ed Eni in testa.
“C’è un gruppo di monitoraggio con gli operatori, ci sentiamo quattro o cinque volte al giorno – ha detto ieri il ministro, Roberto Cingolani -. Abbiamo tutte le contromisure pronte. Ma la prima cosa da capire è se questa diminuzione si stabilizza o se è solo un episodio. Vediamo cosa succede nei prossimi tre giorni, e poi la settimana prossima decideremo”.
Il “Piano di emergenza del sistema italiano del gas naturale” è stato adottato con decreto del Ministero dello Sviluppo economico del 18 dicembre 2019. Il documento prevede che al livello di preallarme “non è attivata alcuna misura non di mercato (limiti alle forniture e ai consumi, n.d.r.), essendo demandate agli operatori le azioni di mercato più opportune atte a permettere il ripristino tempestivo di una condizione di normalità”.
Le misure che possono essere adottate dalle compagnie energetiche sono aumento delle importazioni, riduzione della domanda di gas derivante da contratti interrompibili di natura commerciale, l’impiego di combustibili alternativi negli impianti industriali. Anche al livello di allarme, non sono adottate misure non di mercato, e spetta agli operatori garantire la normalità delle forniture. Le misure possibili sono le stesse del preallarme: aumento delle importazioni, riduzione della domanda, combustibili alternativi. Il MiTE può chiedere anche all’impresa maggiore di trasporto (la Snam) di “attivare i contratti eventualmente stipulati per la riduzione della domanda gas, basati sulle misure di contenimento volontario della domanda da parte dei clienti finali industriali”. A fronte di una richiesta giornaliera di gas da parte di Eni pari a circa 63 mln di metri cubi, Gazprom ha comunicato che fornirà solo il 50% di quanto richiesto (con quantità effettive consegnate pressoché invariate rispetto ieri). Lo comunica Eni. Ieri a fronte delle richieste effettuate dalla compagnia italiana Gazprom aveva comunicato che avrebbe consegnato solo il 65% delle forniture.
Il sistema italiano del gas si regge in equilibrio superando le difficoltà legate all’approvvigionamento temporaneo di metano russo. Complici anche le alte temperature, a fronte di una domanda prevista di 155 milioni di metri cubi è disponibile un’offerta di 195 milioni. Il disavanzo viene destinato in parte agli stoccaggi (23 milioni di metri cubi) e in parte alle esportazioni. A frenare sugli stoccaggi non è infatti la disponibilità ma il costo della materia prima, che induce gli operatori ad aspettare quotazioni del gas più convenienti.
