ECONOMIA: INFLAZIONI

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I mercati guardano alla Bce e ai dati sull’inflazione Usa, per trarne indicazioni sulle prossime mosse della Federal Reserve. L’ultima settimana è stata caratterizzata da forti vendite, sia sul fronte azionario che su quello obbligazionario. L’aumento dei tassi da parte della Fed di mezzo punto percentuale era stato inizialmente accolto con grande fiducia dagli investitori, soprattutto perché il governatore Jay Powell aveva contestualmente allontano l’ipotesi di mosse più aggressive (ovvero, un rialzo da 75 punti).

Nel giro di poche ore, però, gli investitori sono tornati a prezzare questa possibilità vedendo di nuovo il pericolo imminente di una spirale inflattiva. Anche altre banche centrali, come laBoE, hanno proseguito la loro stretta attesa. Alla fine dell’ottava, le perdite delle borse sono più accentuate in Europa e più contenute negli Stati Uniti, dove però si allungano le strisce settimanali di ribassi consecutivi. Per l’S&P 500 il calo è stato dello 0,53%, mentre il Nasdaq ha accusato un -1,58%; per entrambi è stata la quinta settimana negativa di fila, la peggior serie dal giugno 2011 e dal novembre 2012. Il Dow ha chiuso con un -0,75%, ma si tratta del sesto ribasso consecutivo, ultima volta nel maggio 2019. Più pesante il bilancio in Europa. Milano ha perso il 3,20% cumulato, Francoforte il 3%, Parigi il 4,22%, Londra il 2,08%, Madrid il 3,05%.

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