ECONOMIA: INVALIDITA’

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Disabili condannati a restare a casa, senza lavoro e poveri. Se vogliono essere attivi e lavorare, devono rinunciare all’assegno di invalidità. Se invece vogliono tenersi l’assegno da 287,09 euro al mese per 13 mesi, allora non devono lavorare. Dove per lavorare si intende un lavoretto al massimo da 400 euro al mese per non superare il tetto di reddito annuale, compatibile con l’assegno di invalidità, da 4.931 euro all’anno. Un cortocircuito che rischia di lasciare ai margini migliaia di persone affette da disabilità non grave dal 74% al 99%, impedendo loro di integrarsi socialmente a meno di rinunciare al sostegno a cui hanno diritto. La questione è riemersa qualche giorno fa, quando l’Inps ha pubblicato un messaggio – il numero 3495 del 14 ottobre a firma del direttore generale Gabriella De Michele – in cui si dice che dal 14 ottobre 2021 in poi “l’assegno mensile di assistenza di cui all’articolo 13 della legge n. 118/1971, sarà pertanto liquidato, fermi restando tutti i requisiti previsti dalla legge, solo nel caso in cui risulti l’inattività lavorativa del soggetto beneficiario”. Quindi stop all’assegno se c’è il lavoretto.

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