ECONOMIA: MEDIOBANCA

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Ricavi da record, utile in accelerazione e remunerazione per gli azionisti in vista. Sono i numeri con i quali Mediobanca si presenta alla fine dell’anno (il suo esercizio fiscale non corrisponde con quello solare) in un periodo nel quale a tenere banco sono state soprattuto le vissitudini dell’assetto azionario. A domanda sul tema, l’ad Alberto Nagel ha risposto: “Noi ci occupiamo della gestione della banca e focalizzati su questo indipendentemente da quello che succede nel nostro azionariato”, ovvero l’ingresso e la crescita nella compagine azionaria di Piazzetta Cuccia di Francesco Gaetano Caltagirone e Leonardo Del Vecchio. “Noi nel nostro mandato come amministratori e come consiglio di amministrazione gestiamo il gruppo nel miglior interesse degli azionisti indipendentemente dalle variazioni che si verificano quasi quotidianamente nell’azionariato. Direi che l’attività va avanti in maniera profittevole e ordinata”, ha aggiunto Nagel.

Mediobanca ha chiuso l’esercizio 2020/21 con un record di ricavi, saliti a 2.628 milioni di euro (+5% sull’esercizio precedente), grazie al traino dell’accresciuta scala e redditività del wealth management e della solida attività del corporate and investment banking (cib) e accompagnati da un record anche nelle commissioni, in crescita del 18% a 745 milioni.

L’utile, si legge nella nota che annuncia i risultati, si è attestato a 808 milioni di euro, in crescita del 35% sul 2019/20 e al di sopra del consensus degli analisti, che prevedevano profitti a quota 789 milioni. Nagel, in call coi giornalisti dopo i conti dell’esercizio 2020-21, ha rimarcato come la banca abbia ripreso il percorso di crescita e redditività, con ricavi record, e come la redditività sia già tornata ai livelli pre-Covid.

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