ECONOMIA: OLIO DI SEMI

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L’olio di semi è stato il prodotto alimentare che più ha subito gli effetti della guerra in Ucraina, dal momento che arriva in Italia dall’Europa dell’Est, in particolare dalle zone più colpite dal conflitto. Già a luglio Coldiretti lo segnalava in cima alla top ten degli aumenti a causa della sempre maggiore scarsità, con un rialzo del prezzo su base annua del 68 per cento. Ma ora potrebbe essere la volta dell’olio extravergine d’oliva: è appena iniziata la raccolta, dalle Regioni del Mezzogiorno, in particolare in Sicilia, e il rapporto Coldiretti-Unaprol stima una perdita di produzione del 30 per cento. Sugli scaffali dunque ci sarà una bottiglia in meno su tre, situazione che non può non tradursi nell’ennesimo forte aumento dei prezzi. E non si pensi di consolarsi con i grassi di origine animale: anche il burro è tra i dieci prodotti che hanno registrato i maggiori aumenti dei prezzi, al secondo posto della classifica, anzi, con un più 27 per cento, a causa della scarsità e dei costi in salita dei mangimi per gli animali e dell’energia elettrica.

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