Si complica la strada per il via libera al sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia. A ribadire la propria opposizione, soprattutto sullo stop all’import di petrolio russo, è il premier ungherese Viktor Orban. “La proposta di sanzioni Ue al petrolio russo nella sua forma attuale è inaccettabile” e “ne aspettiamo una nuova”, ha detto Orban, citato dalla Reuters. Per Orban, secondo il quale “le sanzioni varate finora dall’Ue “causano più danni all’Europa che alla Russia”, servono “investimenti per cambiare il sistema energetico in 5 anni”. Il premier ungherese ha assicurato di desiderare “cooperazione e non conflitti con l’Ue”, ha ribadito che l’Ungheria “non invierà armi all’Ucraina”. Questa “è una guerra tra la Russia e l’Ucraina, non è la nostra guerra”, ha detto. “Ero pronto a concordare con i primi cinque pacchetti di sanzioni Ue, ma ho detto chiaramente fin dall’inizio che c’è una linea rossa: il settore dell’energia”, ha aggiunto in mattinata. Una posizione, quella di Orban, che ha incontrato il favore russo. “Il primo ministro ungherese Orban ha fatto un passo coraggioso in un’Europa senza voce. Ha rifiutato di supportare l’embargo agli idrocarburi, che è disastroso per l’economia del suo paese e le folli sanzioni conto gli ecclesiasti”, ha detto con il vice presidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev.

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