ECONOMIA: UN UNICA RETE

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All’incontro a Palazzo Chigi tra il governo, rappresentato dal Capo di Gabinetto di Palazzo Chigi, Gaetano Caputi, Cgil, Cisl e Uil e i sindacati delle tlc su Tim, i sindacati hanno ribadito al Governo la contrarietà allo spezzatino di Tim e la necessitá di agire presto per evitare una crisi irreversibile, ma l’incontro è terminato senza risposte. La posizione del governo per le parti sociali potrebbe aprire una crisi senza ritorno con in ballo 80.000 posti di lavoro: 43.000 di Tim e 40.000 dell’indotto. L’idea che sarebbe emersa è quella di prendere tempo per ricostruire un progetto alternativo a quello che sarebbe dovuto passare, entro domani, per un’offerta non vincolante della Cassa depositi e prestiti per Netco: la parte di Tim che dovrá contenere al suo interno la rete e i cavi sottomarini della controllata Sparkle. Si starebbe ripensando al concetto stesso di “rete unica” che, da quanto emerso anche nelle ultime settimane in seguito ad approfondimenti dell’esecutivo, in senso integrale rischierebbe di non passare il vaglio della Commissione europea. Valutazione positiva di Bruxelles potrebbe invece esserci per una sorta di sistema misto, ovvero una rete unica a controllo pubblico nelle aree bianche, a fallimento di mercato, e nelle aree grigie semi-concorrenziali finanziate dal Piano nazionale di ripresa e resilienza ma non in quelle su cui sono giá in corso piani degli operatori privati. Anche per questo nel vertice di ieri sera, sebbene non ci siano conferme ufficiali, sarebbe maturata la linea di scavallare il termine del 30 congelando in pratica l’offerta Cdp. Dal canto suo il ministro dell’Economia Giorgetti in tutti questi giorni ha conservato sul dossier la stessa cautela tenuta durante l’esperienza precedente al Mise.

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