ECONOMIA: VENDITE
A novembre si registra una crescita congiunturale delle vendite al dettaglio sia in valore sia in volume. A pesare sulla dinamica delle vendite è l’inflazione. Nel dettaglio, secondo i dati forniti dall’Istat, a novembre si stima un aumento congiunturale dello 0,8% per le vendite al dettaglio in valore (+0,4% in volume). Le vendite dei beni alimentari crescono in valore (+0,6%) e restano stazionarie in volume mentre quelle dei beni non alimentari registrano una variazione positiva in valore e in volume (rispettivamente +1,0% e +0,7%). Su base tendenziale, le vendite al dettaglio aumentano del 4,4% in valore e registrano un calo in volume pari al 3,6%. Per quanto riguarda i beni non alimentari, si registrano variazioni tendenziali positive per tutti i gruppi di prodotti ad eccezione di Elettrodomestici, radio, tv e registratori (-2,3%). L’aumento maggiore riguarda Prodotti di profumeria, cura della persona (+7,6%). Rispetto a novembre 2021, il valore delle vendite al dettaglio è in crescita, seppure in maniera differenziata, per tutte le forme di vendita: la grande distribuzione (+7%) le imprese operanti su piccole superfici (+1,8%), le vendite al di fuori dei negozi (+1,2%) e il commercio elettronico (+4,7%). I dati preoccupano i consumatori che avvertono come l’aumento delle vendite al dettaglio sia solo un’illusione ottica dovuta all’aumento dell’inflazione. In realtá, spiegano, gli italiani spendono di più per comprare di meno. Al netto dell’inflazione, le vendite al dettaglio sono diminuite in volume del 3,6%, equivalente a una minore spesa di 1.053 euro annui a famiglia, -27,1 miliardi di euro considerata la totalitá delle famiglie residenti in Italia, precisa il Codacons sottolineando che si tratta di una situazione “pericolosissima destinata purtroppo a peggiorare nelle prossime settimane, quando sui prezzi al dettaglio si faranno sentire gli effetti del caro-benzina e il rialzo delle accise sui carburanti”. Il caro prezzi taglia del 6,3% le quantitá di prodotti alimentari acquistate dagli italiani che sono però costretti però a spendere comunque il 6,6% in piú a causa dei rincari determinati dalla crisi energetica, precisa Coldiretti spiegando che la situazione di difficoltà è resa evidente dal fatto che volano gli acquisti di cibo low cost con i discount alimentari che fanno segnare un balzo del +10,3% nelle vendite in valore, il piú elevato nel dettaglio. Il risultato dei discount evidenzia la difficoltá in cui si trovano le famiglie italiane che hanno speso quasi 13 miliardi in piú per acquistare cibi e bevande nel 2022.
