Elena Guarnieri: “Essere dalla parte di Egonu è facile, lo fareste per chiunque altro?”
La giornalista sul suo profilo Instagram ha condiviso una riflessione che le stava particolarmente a cuore
Neanche 24 ore è durato il murales dedicato a Paola Egonu, realizzato dalla street artist Laika sulle mura della sede Coni in viale Tiziano, a Roma. La pelle della giocatrice è stata colorata di rosa e il pallone che nel dipinto stava per schiacciare è stato cancellato con il bianco.
Un gesto oltre che vile anche razzista che ha suscitato non poche reazioni dal mondo della politica e non solo. Ultima, ma solo temporalmente parlando, è la reazione della giornalista Elena Guarnieri, volto storico del Tg5 di cui è anche vicedirettrice. Dalla vittoria dell’oro alle Olimpiadi di Parigi 2024 della squadra femminile di pallavolo – un risultato storico perché prima d’ora nessuna squadra femminile aveva mai ottenuto neanche una medaglia – i riferimenti al colore della pelle di alcune giocatrici si sono moltiplicati: Bruno Vespa, Roberto Vannacci e poi il murale sfregiato.
E proprio di razzismo ha parlato nel suo post Guarnieri: “Indignarsi e solidarizzare con un’atleta come Paola è facile. Mi chiedo se saremmo pronti a fare altrettanto per una persona che non ha vinto nè trofei, nè medaglie per conto dell’Italia, ma magari insegna al liceo (penso a un meraviglioso professore di mio figlio, ruandese, scampato alla guerra hutu-tutsi) o fa il cassiere al supermercato (penso a un ragazzo del Mozambico arrivato un anno e mezzo fa che parla già perfettamente italiano). Quando avevo 8 anni mio padre mi portò a New York. Vedere volti, capelli, occhi così diversi tra loro, mi parve straordinario. Non mi venne alcun dubbio sul fatto che fossero tutti americani. Oggi tocca a noi. E ancora qualche ottusangolo perde tempo a colorare di rosa un murales..”. (Today.it)
immagine: Panorama
