Elodie a Sanremo: “Parlo di indipendenza con le canzoni d’amore”

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“Due” è un brano che l’ha messa alla prova. E come cover ha scelto “American Woman”

Una giornalista raffreddata, prima di porle una domanda, specifica: “Scusami per la mia voce da trans”. E lei ribatte con il sorriso: “Perché chiedere scusa? Non ci sarebbe alcun problema”. E ancora: nella docuserie “Sento ancora la vertigine”, in uscita il 20 febbraio che racconta il suo percorso verso questa edizione del Festival di Sanremo, c’è una scena emblematica, rievocata poi dalle sue parole: “Un uomo, dopo avermi incontrato all’aeroporto, malignamente dice al telefono che sembravo sotto sostanze. Ho sentito quel commento e gli ho mangiato la faccia. A me quelle situazioni fanno male e non ho paura ad ammetterlo: è proprio da questa consapevolezza che si diventa più forti”. Elodie ha personalità da vendere, sotto e lontano dai riflettori.

Non è un caso che arrivi a questo Festival, il terzo in gara, con “Due”, una canzone che la rappresenta, ma che allo stesso tempo l’ha messa a dura prova, il solo e unico modo che conosce per affrontare la manifestazione al massimo. Sì, perché l’obiettivo per Elodie rimane sempre lo stesso: tornare a casa cambiata rispetto a quando è partita. “‘Due’ mi ha suscitato sin da subito amore e odio – dice l’artista – l’ha scritta Federica Abbate in un periodo molto simile a quello che stavo vivendo anche io. Per me non è stata una coincidenza, io mi aggrappo a queste sensazioni. È una canzone molto mia, ma mi ha anche fatto arrabbiare perché è difficile da cantare. Non mi ha fatto sentire brava abbastanza. Parla di una relazione finita male, che è percepita in modo diverso da chi guarda da fuori”. Il Festival, come sottolinea più volte, è sempre stata un’epifania. E c’è da scommetterci che sul palco dell’Ariston punterà molto anche sulla messa in scena tentando di strizzare l’occhio alle grandi popstar internazionali. 

“Ogni volta che ho fatto Sanremo è successo qualche cosa nella mia vita, qualche cosa che mi ha cambiata – ricorda Elodie – nel 2017 partecipai e capii che quella non era la mia strada. Quello dell’‘interprete tradizionale’ era un percorso sbarrato. Avessi perseverato non avrei ricevuto pezzi di prima qualità da parte degli autori perché stavo entrando in un mondo già pieno di voci importanti. Ho cambiato, ho seguito quello che sentivo e con ‘Andromeda’ nel 2020 credo di averlo dimostrato a livello di sound e di presenza scenica, qualche cosa che poi ha trovato compimento anche l’anno dopo quando misi in scena una performance significativa”.

Il 10 febbraio pubblicherà il nuovo album “Ok. Respira”, mentre il 12 maggio calcherà per la prima volta il palco del Forum di Milano. Quello di prossima uscita è un disco pop messo a fuoco, con tanti riferimenti, uno su tutti è Madonna. “I miei ascolti da ragazzina sono sempre in qualche modo un filo rosso che ritorna – ricorda – per questo progetto ho lavorato con Dardust, Mahmood, Federica Abbate, Davide Petrella ed Elisa, un team straordinario. Per un interprete è difficile far capire la propria visione, ma a questo giro ho partecipato attivamente alla lavorazione. Nel disco parlo di indipendenza attraverso le canzoni d’amore”. (Rockol.it)

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