EUROPEI: IL CIELO TORNA AZZURRO
Succede ancora, ai rigori come in semifinale contro la Spagna. Wembley ammutolito si inginocchia davanti all’Italia. Siamo campioni d’Europa, 53 anni dopo Gigi Riva e Pietro Anastasi. È una notte fredda e dolcissima, di estasi azzurra. Un sogno di mezza estate. Neppure il più sfrenato degli ottimisti se lo sarebbe immaginato un epilogo così, sapendo da dove siamo partiti tre anni e 8 mesi fa quando la Svezia ci ha negato il Mondiale in Russia e il calcio italiano è finito dritto all’inferno. Adesso quelle lacrime di disperazione sono diventate di gioia, gli azzurri si abbracciano nel tempio laico e abbracciano Mancini, che a questo miracolo italiano ha creduto sin dal primo giorno e piange anche lui. L’ultima partita, con i giganti dell’Inghilterra, in casa della Regina e dentro uno stadio ostile, è una meravigliosa sofferenza. L’Italia vince perché ha più cuore e più anima e una tempra d’acciaio. I suoi simboli sono l’eterno Chiellini, alla terza partita consecutiva dopo l’infortunio, un gigante dentro la sua area contro Kane e contro Sterling, e il giovane rampante Donnarumma che, svelto come un gatto, para due rigori, anche quello decisivo, allo stralunato Saka, cancellando gli errori di Belotti e Jorginho.
