Ex Ilva, Milano conferma il blocco degli altoforni a Taranto

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La Corte d’Appello di Milano conferma il blocco dell’area a caldo dell’ex Ilva: spegnimento degli altoforni entro il 28 ottobre 2026.

Panorama dello stabilimento siderurgico, con ciminiere e impianti industriali visibili oltre l’area urbana.

Lo stabilimento siderurgico di Taranto al tramonto. Foto: Agenzia ANSA — Ex Ilva, la Corte di Milano conferma il blocco degli altoforni - Notizie - Ansa.it (https://www.ansa.it/puglia/notizie/2026/10/05/ex-ilva-la-corte-di-milano-conferma-il-blocco-degli-altoforni_0f1a3b82-0334-46fe-bf54-d06dfe32dd21.html)

Lo stabilimento siderurgico di Taranto al tramonto
Foto: Agenzia ANSA — Ex Ilva, la Corte di Milano conferma il blocco degli altoforni – Notizie – Ansa.it ansa.it

Secondo Agenzia ANSA, la Corte d’Appello di Milano ha confermato per la seconda volta il provvedimento sul blocco altoforni Ex Ilva. La decisione riguarda l’area a caldo dello stabilimento siderurgico di Taranto e fissa al 28 ottobre 2026 il termine per attuare lo spegnimento.

Il collegio ha respinto la seconda istanza di sospensiva presentata dai legali dell’ex Ilva in amministrazione straordinaria e di AdI spa. L’ordinanza è composta da 12 pagine.

Il provvedimento disposto a luglio

Lo spegnimento degli altoforni era stato disposto a luglio. Davanti alla Corte d’Appello di Milano, la richiesta di sospendere l’efficacia del provvedimento è stata esaminata una seconda volta, con un nuovo rigetto.

La precedente istanza di sospensiva era già stata respinta l’11 settembre 2026. La discussione delle parti davanti ai giudici si è invece svolta il 30 settembre 2026.

Il collegio e il rigetto della sospensiva

Il collegio giudicante era presieduto da Giuseppe Ondei. Tra i componenti indicati dalla Corte figurano lo stesso Ondei, Del Vecchio e Cortelloni.

  • provvedimento sul blocco dell’area a caldo confermato per la seconda volta;
  • seconda istanza di sospensiva respinta;
  • spegnimento degli altoforni da attuare entro il 28 ottobre 2026;
  • ordinanza composta da 12 pagine.

La nuova richiesta era stata presentata dai legali dell’ex Ilva in amministrazione straordinaria e di AdI spa. Il sostituto procuratore generale Angelo Renna aveva chiesto ai giudici di respingerla.

La tutela della salute nel bilanciamento

Nell’ordinanza, la Corte ha ritenuto prevalente il diritto alla salute rispetto all’interesse economico nel bilanciamento degli interessi contrapposti. Il ragionamento richiama le emissioni nocive degli impianti e la presenza di amianto.

“la tutela del diritto alla salute” è “comunque prevalente, nel doveroso rispetto dell’interpretazione data in sede comunitaria, oltre che delle stesse previsioni costituzionali”

I giudici hanno inoltre richiamato il tema del bilanciamento “rispetto al passato in ordine alla tutela sostanziale degli interessi coinvolti”. Il passaggio è inserito nella valutazione con cui la Corte ha mantenuto efficace il blocco dell’area a caldo.

L’udienza della Cassazione fissata il 20 ottobre

Per il ricorso contro il provvedimento, l’udienza davanti alla Cassazione è fissata per il 20 ottobre 2026. La Corte d’Appello ha però stabilito che la fissazione di quell’udienza non modifica i precedenti provvedimenti sul blocco.

Restano quindi efficaci le disposizioni confermate a Milano, mentre il ricorso approderà in Cassazione nella data già calendarizzata.

La scadenza per lo spegnimento

Il termine indicato nell’ordinanza per attuare lo spegnimento degli altoforni è il 28 ottobre 2026. Il provvedimento confermato dalla Corte riguarda l’area a caldo dello stabilimento siderurgico tarantino.

Il 20 ottobre 2026 si terrà l’udienza della Cassazione; otto giorni più tardi scade il termine fissato per lo spegnimento.


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