FANTASTICA JASMINE
un risultato straordinario, inedito, e per questo va celebrato. Dopo una giornata con la calcolatrice in mano, e refresh vari in attesa di conoscere il tabellone del torneo WTA di Guangzhou, è arrivata la fumata bianca: Jasmine Paolini si è qualificata per le WTA Finals di Riyadh, Arabia Saudita, in programma dall’1 all’8 novembre. È la seconda qualificazione di fila, sia in singolare che in doppio. Jasmine si aggiunge alle giocatrici già qualificate: Aryna Sabalenka, Iga Swiatek, Coco Gauff, Amanda Anisimova, Jessica Pegula e Madison Keys (sulla cui partecipazione, tuttavia, permane qualche dubbio). Rimane un posto: se lo giocheranno in extremis Elena Rybakina e Mirra Andreeva, che però hanno scelto strategie diverse: la prima ci proverà fino in fondo, la seconda ha rinunciato ai tornei della prossima settimana (gli ultimi che daranno punti valevoli per le WTA Finals: i tornei della settimana successiva varranno già per la Race 2026).
E allora i calcoli sono semplici: in virtù del successo a Ningbo (maturato, peraltro, dopo una convincente vittoria contro la Paolini in semifinale), alla Rybakina servirà raggiungere almeno la semifinale a Tokyo per superare la Andreeva e dunque garantirsi un posto da titolare. Sarebbe un bel colpo, vista la stagione tribolata per le vicende extra-campo (la squalifica di coach Stefano Vukov, poi annullata in estate). Da parte sua, dopo un inizio entusiasmante, la Andreeva è calata negli ultimi mesi e le lacrime durante l’ultimo match denotano una condizione non proprio ideale. Ma torniamo alla Paolini: la qualificazione a Riyadh ha un grosso valore simbolico, perché in un certo senso le dà ragione sulle scelte effettuate nel corso dell’anno. La separazione con Renzo Furlan, avvenuta come un fulmine a ciel sereno dopo Miami, aveva lasciato tutti di stucco. Perché chiudere un rapporto decennale, peraltro in un momento di buona forma? Per qualche mese c’è stato Marc Lopez, poi silurato nel momento più difficile, dopo l’eliminazione a Wimbledon.
