Fiennes, storia e azione con The King’s Man 

In sala con Disney il prequel del franchise sullo spionaggio

Azione, fantastoria, avventura, aplomb inglese e buoni sentimenti, il tutto mescolato insieme per un franchise inossidabile come THE KING’S MAN che, questa volta, balza indietro nel tempo e torna a LE ORIGINI.

Una storia di guerra basata sul fumetto ‘The Secret Service’ di Mark Millar e Dave Gibbons con soggetto e regia di Matthew Vaughn che ha firmato anche la sceneggiatura con Karl Gajudusek.

 E qual è mai la madre di tutte le guerre, quella più piena di vittime e criminali, se non la Prima Guerra Mondiale? Ovvero quei primi anni del Novecento in cui nacque appunto l’agenzia di spionaggio col suo nobile codice d’onore, quello di Kingsman, impegnato nella silenziosa difesa dell’intera umanità. 
   

“Volevo fare un film come quelli con i quali sono cresciuto da ragazzo – dice il regista cinquantenne nel global junket londinese di lunedì – , film come LAWRENCE D’ARABIA, DOTTOR ZIVAGO, quelle opere epiche, quei film d’avventura di una volta. 
   

Ora fare un film del genere, su questo tipo di scala, non è esattamente facile per i grandi investimenti che occorrono, quindi ho pensato che se lo avessi mescolato nell’universo di King’s Man, Hollywood avrebbe avuto meno paura di questo progetto”. 
   

E va detto che il film, in sala dal 5 gennaio con Disney, tra James Bond e Indiana Jones, ha ritmo e non annoia mai, con il racconto della nascita di questa agenzia di intelligence indipendente, conosciuta con il nome di Kingsman e che raccoglie guerrieri d’élite, che si trova costretta a scontrarsi con una raccolta dei peggiori tiranni e menti criminali della storia, compreso il demoniaco Rasputin (Rhys Ifans). Criminali tutti riuniti per uno scopo comune: mettere insieme una guerra che spazzi via milioni di vite umane. Super cast con Gemma Arterton, Matthew Goode, Tom Hollander, Daniel Brühl, Djimon Hounsou e Charles Dance. 
   

Centrali nel film le figure del Duca di Oxford (Ralph Fiennes) alle prese con l’educazione di suo figlio Conrad (Harris Dickinson). 
   

“I nostri antenati erano persone terribili – dice a un certo punto a Conrad il padre – . Quella nobiltà non è mai venuta dalla cavalleria, è venuta dall’essere dura e spietata.” “Mi sono piaciuti i primi film – ha detto Fiennes -. Ho molto amato l’intelligente equilibrio tra storia e azione che Matthew ha stabilito. È un modo originale di affrontare i temi di spionaggio, quindi sono stato felice quando il regista ha proposto il prequel. Il tono dei precedenti film Kingsman è molto attraente, ma questo sembrava portare il tutto in un’altra area, in un’arena diversa. Ci siamo sentiti tutti coinvolti in questo film multilivello. Dentro c’è pathos, tragedia, sequenze d’azione emozionanti, divertenti e appariscenti, e ha una sua vita storica. ” Dice infine Tom Hollander che nel film interpreta ben tre ruoli reali, Giorgio V, Guglielmo II e Nicola II: “Beh, sono tutti personaggi distinti, quindi non potevo girarli tutti lo stesso giorno e ogni volta erano alcune ore di trucco. L’accento è stata una cosa difficile per me essendo tre uomini diversi e di diversa nazionalità. Geniale poi l’idea di Matthew di renderli tre cugini di primo grado che litigano tra loro e fanno sprofondare con questo loro litigio il mondo”. (ANSA). 

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