Flop a Parigi Bercy: Italia è allarme Coppa Davis.

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La strada parigina si è rabbuiata del tutto. Al martedì pomeriggio, ovvero al primo turno a Bercy, il tabellone dell’ultimo Masters 1000 della stagione è già privo di italiani. Tutti fuori, nessuna gara portata a casa, complice il ritiro di Sinner per il virus intestinale: il tennis azzurro ora rifiata e riflette in vista delle finali di Davis (a Malaga, dal 19 al 24 novembre) sempre più vicine e con diverse nubi all’orizzonte. Il capitano Filippo Volandri, oltre ai risultati sul campo, sarà chiamato, in vista delle convocazioni, a tener presente la condizione fisica degli azzurri. Che in gran parte dei casi non è delle migliori. In attesa di capire le scelte sui doppisti (Bolelli e Vavassori sono una certezza nella specialità e potrebbero approdare a Malaga entrambi), lo sguardo al mese di ottobre dei singolaristi fa emergere più di un dubbio.

A schiarire parzialmente la situazione sarà il ritorno in campo, il più in fretta possibile, del numero 1 al mondo. Jannik si è ritirato da Bercy per un virus che lo aveva debilitato già dall’inizio della scorsa settimana: “Ho provato ad allenarmi e sinceramente non mi sento competitivo”. Giusto non rischiare, considerando che il torneo di Bercy non avrebbe aggiunto granché, in termini di punti, alla corsa di Sinner verso le Finals di Torino in cui, come ogni numero 1 che si rispetti, partirà da favorito. Ben venga il recupero in attesa di un novembre che lo attende protagonista affamato di successi nelle Finals (l’anno scorso perse il titolo in finale contro Djokovic, una sconfitta che certamente vorrà vendicare) e ovviamente nella difesa dell’Insalatiera conquistata nella scorsa stagione dopo 47 anni di attesa.

Dietro a Sinner però le luci si sono affievolite. La settimana di Vienna aveva inizialmente rilanciato Musetti, capace di battere Zverev come avvenuto alle Olimpiadi in estate. Poi però Lorenzo si è fermato in semifinale, proprio quando poteva mettere un ulteriore punto esclamativo alla sua stagione già di per sé sfavillante: ko in semifinale contro Draper, con l’azzurro tradito dal servizio e troppo morbido nei confronti del britannico che per buona parte del secondo set boccheggiava. Parigi, come tre mesi fa ai Giochi, poteva rilanciarlo subito e farlo tornare su di tono in vista della Davis, ma Musetti si è nuovamente incagliato al servizio al primo turno contro Struff. Che non ha dovuto strafare per eliminarlo in due set, in neanche un’ora e venti. I margini di miglioramento sono ancora molti, soprattutto nella gestione della parte finale del set che gli è costata cara sia contro Draper che nel primo parziale a Bercy contro Struff.

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