Gassmann contro i Mondiali in Qatar: “Cerimonia pacchiana per un paese che viola i diritti umani”

La forte critica dell’attore verso la scelta di tenere l’evento sportivo nel paese della penisola araba

La scelta di tenere i mondiali di calcio 2022 in Qatar continua ad infiammare il dibattito mediatico internazionale. Al centro della polemica restano le migliaia di morti sul lavoro e la pressoché totale assenza di considerazione nei confronti della condizione femminile del paese. 

All’indomani della cerimonia di inaugurazione Alessandro Gassmann ha espresso fortemente le sue critiche: “Credo che le 6.500 persone, lavoratori immigrati, morte per costruire gli stadi in quel paese dove i diritti umani non vengono rispettati, rendano questi mondiali l’opposto di quello che la pacchiana cerimonia di apertura ha voluto raccontarci: ‘uguaglianza’?” – le parole dell’attore – “Non può esserci giustizia fino a quando esisteranno ancora paesi dove le donne non hanno gli stessi diritti degli uomini”.

La cerimonia di apertura dei Mondiali in Qatar 

La cerimonia di inaugurazione che si è tenuta allo stadio di Al Khor, a 50 km da Doha, l’Al Beyt, ha dato il via ufficiale ai mondiali di calcio di Qatar 2022. Al centro dello spettacolo, la voce narrante di Morgan Freeman a rappresentare il mondo occidentale: “Quello che ci unisce è più grande di quello che ci divide” ha detto l’attore americano. Sono poi seguito canti e coreografie ideate dall’italiano Marco Balich: in scena gli sbandieratori del Palio di Niballo, la rievocazione storica caratteristica della città di Faenza, con le bandiere di tutte le 32 squadre partecipanti. Poi è stata la volta della musica delle edizioni passate e le mascotte di tutte le edizioni, tra cui ‘Ciao’, mascotte di Italia ’90. Il cantante sudcoreano Jeon Jung-kook, voce dei Bts, ha cantato l’inno del Mondiale, ‘Dreamers’, sulle cui note è apparsa la mascotte della 22esima edizione della Coppa del Mondo, “La’eeb” (parola araba che significa “giocatore super esperto”) con una sorta di kefia araba e la tunica.

Non è mancato il saluto dell’emiro del Qatar, Tamim bin Hamad al-Thani: “Diamo a tutti, qui dal Qatar, il benvenuto alla Coppa del Mondo. Abbiamo lavorato duramente con tanta gente per allestire un torneo di successo. Abbiamo profuso tutti i nostri sforzi per il bene dell’umanità. Finalmente è arrivato il giorno dell’inaugurazione, il giorno che tutti qui aspettavamo”, ha detto nel suo intervento. “Persone di Paesi e razze diverse arriveranno in Qatar e tanti altri condivideranno questi momenti davanti agli schermi di tutti i Continenti. E’ bello che i popoli mettano da parte ciò che divide e celebrino le loro diversità e al tempo stesso ciò che li unisce. Auguro a tutte le squadre di giocare un calcio magnifico, di grande sportività, di vivere un tempo pieno di gioia e di emozioni”. 

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