Gelato artigianale, dal matcha all’aronia: come saranno i nuovi gusti dell’estate 2025?
Mai assaggiato la stracciatella inversa o il cioccolato al Montepulciano? Sono tra le novità di quest’anno, svelate dai migliori gelatieri d’Italia (e non solo)
Ice cream rack in a snack bar.
Il gelato artigianale continua ad essere una grande passione, oltre che un traino per l’economia: l’Osservatorio SIGEP World, in base ai dati di CREST-Circana e dell’Associazione Italiana Gelatieri, dice che nell’anno appena trascorso in Europa c’è stato un aumento dei consumi complessivo del 2%, che l’Italia si piazza al primo posto per porzioni vendute (più di 600 milioni), ma anche che quest’estate si prevede un aumento ulteriore di almeno il 4%.
C’è chi ritiene che sia dovuto al fatto che, nonostante il momento di crisi, il gelato resta un “lusso” accessibile. Gran parte del risultato, aggiungiamo noi, è dovuto anche alla bravura dei gelatieri, sempre più abili nell’offrire gusti all’altezza di aspettative sempre più alte e modelli di consumo che negli anni sono profondamente cambiati.
Antonio Mezzalira, pluripremiato gelatiere di Golosi di Natura a Piazzola sul Brenta (Padova), intervistato da Osservatorio SIGEP World, ha raccontato per esempio che tra i suoi gusti c’è l’aronia: bacca ricca di antiossidanti dal sapore simile al mirtillo e la barbabietola che non alza l’indice glicemico. Uno dei dei trend: sempre all’Osservatorio Sigep, Sergio Colalucci, presidente della Gelato World Cup e proprietario dell’omonima gelateria a Nettuno (Roma) ha sottolineato che è fondamentale per un gelatiere «avere un’offerta senza zuccheri aggiunti, 100% vegetali e privi di latte, lattosio e derivati».
Per questo la frutta resta una certezza, ancora meglio se di stagione perché più sostenibile, più saporita, ricca di proprietà nutrizionali, e – non da ultimo – meno cara. «Anche per esigenze commerciali ci si orienta sulla frutta fresca prediligendo in particolare i sorbetti e approfittando dell’imminente arrivo della stagione calda abbinando frutti diversi per creare alchimie preziose», ci ha detto Vincenzo Pennestrì, Presidente dell’Associazione Gelatieri Italiani, membro Apei (Ambasciatori Pasticceri dell’Eccellenza Italiana), altro campione di gelato nonché titolare della pasticceria gelateria Sottozero di Reggio Calabria. Contemporaneamente si affiancano frutti esotici e superfood. «Il 2025 sarà un anno chiave per il settore, segnato da innovazione, sostenibilità e attenzione ai nuovi gusti dei consumatori. La tendenza verso i sapori internazionali si rafforza con l’introduzione di gusti esotici come matcha, yuzu e mango asiatico, mentre la tecnologia contribuisce a migliorare texture e personalizzazione dell’esperienza, anche grazie agli strumenti digitali», ha commentato al Sigep Mario Masiá, presidente dell’Associazione Nazionale dei Gelatieri Spagnoli (ANHCEA), offre invece una prospettiva dalla Spagna:
Anche le creme stanno diventando sempre più leggere, merito anzitutto della scelta della materia prima, sempre più pregiata. Per questo – secondo Pennestrì – la differenza tra gelati industriali e artigianali è destinata a diventare ancora più netta: «I gelati stanno diventando sempre meno dolci e sempre più naturali con una riscoperta dei gusti della tradizione, come stracciatella, gianduia, crema all’uovo, caffè», ci ha detto il gelatiere reggino, in linea con i racconti dei suoi colleghi. Taila Semerano, gelatiera di Ciccio a Ostuni (Brindisi) che al SIGEP World di Rimini è stata incoronata miglior emergente dell’anno 2024, ha raccontato di un ritorno ai gusti classici, e agli ingredienti semplici lavorati in modo artigianale». «Tra le mie novità dell’anno – ha detto – c’è la stracciatella inversa, con base al cioccolato fondente e scaglie di cioccolato bianco. Inoltre, la gelateria si avvicina sempre più alla pasticceria e così cresce anche l’interesse per gusti che includono biscotti e croccanti». In effetti gli esempi in questo senso abbondano: tra i gusti di Colacucci, per esempio, spicca il fondente al cioccolato arricchito da una salsina al Montepulciano d’Abruzzo, macerato nelle visciole. (la cucina italiana.it)
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