Giorgetti, ‘non siamo contro l’Europa, ma cambi approccio’
Sono necessarie nuove regole in tutti i settori. Il mondo del 2024 non è più quello del 1985″ dice il ministro. “Pentito di aver sostenuto le Olimpiadi invernali, diamoci la sveglia mancano 2 anni”
“Se l’Europa si dà delle nuove regole di bilancio lo deve fare su tutti i settori”.
Lo afferma il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sottolineando che “non riesco a concludere la vendita di Ita a Lufthansa perché ce l’hanno bloccata, ma ci sono regole sull’acciaio e sull’agricoltura”. “Non significa essere contro l’Europa – sottolinea – che deve capite che il nuovo mondo del 2024 non è più quello del 1985″. “Oggi – incalza – c’è un dibattito su dove produrre le auto Stellantis. Il problema è che se non cambiamo approccio, tra 10 anni ci saranno soltanto auto cinesi e indiane elettriche”.
“In Europa – spiega il ministro dell’Economia – nel 2023 la crescita media è stata dello 0,5%, a noi è andata un pochino meglio allo 0,7%, ma questo vuol dire che la vecchia Europa è ferma”. A suo avviso “bisogna determinare le dinamiche che riattivino questa crescita, e l’Europa sarà capace di farlo? Non lo so”. “Il nuovo patto di stabilità forse non interpreta le regole fiscali per promuovere la crescita, sono attente al debito e noi lo sappiamo bene, ma così si arrabbiano le imprese per i tassi d’interesse elevati, le famiglie per i mutui e anch’io perché pago tassi più alti sul debito pubblico”. “Questa è la realtà dell’Europa – conclude il ministro Giorgetti – e forse sarebbe il caso di darci una nuova filosofia o visione a tutto quello che sta succedendo”.
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