Giucas Casella: “Da bambino caddi in un pozzo, mi salvò mia madre con la telepatia”

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L’illusionista svela un aneddoto sul suo passato e racconta altri retroscena della sua lunga carriera

Nessun miracolo ma la telepatia. Fu questo a salvare Giucas Casella da bambino, come ha raccontato ai microfoni dei Lunatici su Rai Radio2: “Caddi in un pozzo e mia madre sordomuta mi salvò grazie alla telepatia. Urlavo ma non poteva sentirmi. Da quel momento ho iniziato a capire di avere qualcosa di diverso”.

Iniziò piano piano a prendere confidenza con il mestiere su cui poi avrebbe costruito una gloriosa carriera: “Ipnotizzavo i miei compagni di scuola, i loro genitori si lamentavano pensando che fossi unos tregone. Invece il parroco del mio paese mi fece fare uno spettacolo. Ho avuto questa possibilità, poi me ne sono andato in giro per il mondo facendo il fachiro”.

Giucas ha spiegato anche l’origine dell’espressione che lo ha consacrato nel mondo dello spettacolo: “‘Quando lo dico io’ nasce con l’imitazione che mi faceva Gigi Sabani. All’inizio mi sono lamentato, negli spettacoli appena entravo in scena mi accoglievano così. Me ne lamentai con quello che all’epoca era il direttore di Rai 1 e lui mi disse che era tutta popolarità. Così è stato”. Casella era gettonatissimo in tv per i numeri di ipnosi, che funzionavano anche a distanza, attaverso uno schermo: “Gli esperimenti che bloccavo la gente da casa? Succedeva davvero, infatti poi ho smesso di coinvolgere il pubblico. Mi invitarono in un programma televisivo in Germania e successe la fine del mondo. Un ministro è rimasto con le mani legate. Da lì ho girato tutto il mondo davvero per fare spettacoli televisivi”.

Qualche numero ancora da realizzare ce l’ha: “Ipnotizzare uno sciame di api che mi copre dappertutto – ha spiegato – Realizzabile, ma è difficile proporlo”. Infina Giucas Casella ha dedicato un pensiero a chi lo ha scoperto e lanciato in tv, Pippo Baudo: “Era il 1979/80. Pippo mi disse che gli avevano parlato di me. Mi fece fare una prova, dandomi cinque minuti di tempo. Sono entrato in scena e ho fatto cinquantacinque minuti di esibizione. Più della metà delle persone rimase con le mani legate. Pippo rimase scioccato, ho dormito a casa sua il giorno dopo, siamo andati in aeroporto, siamo andati in Viale Mazzini, ha fatto vedere cosa era successo e la domenica dopo mi sono trovato a Domenica In”.

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