Gruppo Ops, Luca Carleo in carcere: otto misure interdittive
Luca Carleo, ex dirigente di Futuro Nazionale in Lombardia, è in carcere nell’inchiesta Gruppo Ops: coinvolto anche Ciro Di Meglio.
Ritratto dell’ex dirigente coinvolto nell’inchiesta. Foto: Fanpage — Arrestato Luca Carleo, ex dirigente di Futuro Nazionale: è indagato per frode da 30 milioni di euro (https://www.fanpage.it/milano/arrestato-luca-carleo-ex-dirigente-di-futuro-nazionale-e-indagato-per-frode-da-30-milioni-di-euro/)
Foto: Fanpage — Arrestato Luca Carleo, ex dirigente di Futuro Nazionale: è indagato per frode da 30 milioni di euro fanpage.it
Luca Carleo, ex dirigente di Futuro Nazionale in Lombardia, è stato arrestato il 22 settembre 2026 nell’inchiesta sulle presunte frodi finanziarie del Gruppo Ops. Secondo la Repubblica, la gip Giulia D’Antoni ha disposto per lui la custodia in carcere, motivandola con il rischio di reiterazione del reato.
La misura ha riguardato anche il manager Ciro Di Meglio, mentre per altri otto indagati la giudice ha disposto misure interdittive. L’indagine della Procura di Milano e del nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza riguarda presunte frodi sul mercato finanziario per oltre 30 milioni di euro.
Le misure disposte dalla gip D’Antoni
L’ordinanza di custodia cautelare in carcere ha coinvolto Carleo e Di Meglio, entrambi legati ai vertici del gruppo di telecomunicazioni e media Ops. Il primo, 45 anni, era direttore generale di società del gruppo; il secondo ne era amministratore delegato. I due erano stati sottoposti a interrogatorio preventivo a metà settembre, dopo che il pm Nicola Rossato aveva chiesto per entrambi il carcere.
La decisione della gip ha definito il perimetro delle misure cautelari per gli indagati raggiunti dall’ordinanza:
- custodia in carcere per Luca Carleo;
- custodia in carcere per Ciro Di Meglio;
- otto misure interdittive nei confronti di altrettanti indagati.
Per Carleo, la custodia è stata motivata dal rischio di reiterazione del reato. La stessa ordinanza si inserisce in un’indagine che conta 35 indagati e tre società iscritte.
Il ruolo di Carleo tra Ops e Futuro Nazionale
Carleo era anche ai vertici di Ops Retail, ramo del Gruppo Ops che gestisce aziende editoriali, e risultava a capo di una rete di cinquanta giornali locali.
Futuro Nazionale lo aveva nominato responsabile vicario per la Lombardia con delega per la città metropolitana di Milano. L’incarico non era durato nemmeno un giorno: Carleo si era poi dimesso dal coordinamento regionale a causa dell’indagine condotta dalla Procura di Milano e dal nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza.
La posizione nell’inchiesta ha dunque riguardato un ex dirigente lombardo di Futuro Nazionale e, allo stesso tempo, un manager delle società del gruppo Ops.
Le contestazioni sulle presunte frodi finanziarie
L’inchiesta ruota attorno a presunte frodi sul mercato finanziario per una cifra superiore a 30 milioni di euro. Le contestazioni elencate comprendono manipolazione del mercato, ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità di vigilanza, false comunicazioni sociali per società quotate, formazione fittizia di capitale e malversazione di erogazioni pubbliche.
Il 29 luglio 2026 l’indagine aveva già portato al sequestro di quote e azioni di società del Gruppo Ops. Le società coinvolte non sono tutte indicate, ma il procedimento comprende tre società iscritte oltre alle 35 persone indagate.
Secondo la gip, Carleo e Di Meglio avrebbero dato vita «ad un programma criminoso machiavellico e ben articolato».
La frase sui documenti inviati via WhatsApp
Tra gli elementi riportati nell’inchiesta compare una dichiarazione attribuita a Carleo sullo scambio di documenti attraverso WhatsApp e sulle possibili ispezioni della Consob.
“Io ho i documenti su WhatsApp perché le mail Consob può far l’ispezione ma non WhatsApp ovviamente e quindi ci mandiamo tutto su WhatsApp, tutto!” — Luca Carleo
L’indagine tratta inoltre le presunte condotte relative al mercato, alle comunicazioni sociali delle società quotate, alla formazione del capitale e alle erogazioni pubbliche.
Il procedimento dopo il sequestro di luglio
Nel procedimento figurano Carleo, Di Meglio, altri indagati e tre società, con misure che distinguono tra carcere e interdizione.
La Procura di Milano e il nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza conducono l’indagine sulle presunte frodi finanziarie del Gruppo Ops. Il fascicolo comprende 35 indagati, tre società iscritte e contestazioni che vanno dalla manipolazione del mercato alle false comunicazioni sociali per società quotate.
Carleo, direttore generale di società del gruppo, e Di Meglio, amministratore delegato, erano stati sentiti in interrogatorio preventivo a metà settembre. Rossato aveva chiesto per entrambi la custodia in carcere; la gip D’Antoni ha disposto la misura, affiancandola a otto interdizioni per altrettanti indagati.
Il sequestro di quote e azioni di società del Gruppo Ops risale al 29 luglio 2026. L’inchiesta riguarda presunte frodi sul mercato finanziario per oltre 30 milioni di euro e include anche l’ipotesi di ostacolo alle funzioni delle autorità di vigilanza.

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