Harry e Meghan, il tassista che guidava l’auto svela nuovi dettagli: “Non eravamo in pericolo”

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Dopo la polizia di New York, anche il conducente del taxi ridimensiona la versione dei fatti della coppia che ha parlato di “inseguimento quasi catastrofico” per le strade di New York

Proseguono le testimonianze di chi mette in discussione la versione di Harry e Meghan su un presunto “inseguimento quasi catastrofico” di paparazzi “molto aggressivi” alla volta dell’auto su cui viaggiavano. Se il portavoce della coppia ha parlato di collisioni che avrebbero coinvolto altri conducenti, pedoni e due ufficiali del Dipartimento di Polizia di New York, la polizia stessa ha smentito la dinamica con un comunicato ufficiale che ha escluso quelli stessi “feriti, arresti o collisioni”. 

A confermare la stessa versione anche il tassista al volante dell’auto su cui, dopo l’evento Ms Foundation’s Women of Vision Awards, Harry, Meghan e la madre di lei sono saliti preferendolo a un Suv. “Non lo definirei un inseguimento, non mi sono mai sentito in pericolo”, ha detto Sukhcharn Singh al Washington Post ridimensionando l’accaduto. Il conducente ha spiegato di aver guidato per circa un isolato e mezzo, fino a Park Avenue, e lungo il tragitto è stato seguito da due auto, una nera e una grigia. “Hanno scattato delle foto mentre ci fermavamo e ci stavano filmando”, ha aggiunto. A quel punto la guardia di sicurezza, preoccupata per Harry e Meghan, ha chiesto a Singh di tornare alla stazione di polizia. Un viaggio che, in tutto, è durato circa 10 minuti: “Non era come un inseguimento in macchina in un film. Erano silenziosi e sembravano spaventati”, ha detto dei suoi passeggeri. 

Sulla vicenda si è espresso anche il sindaco di New York Eric Adams che, dopo aver condannato il comportamento irresponsabile, ha aggiunto: “Mi pare difficile crederlo… Sarebbe estremamente pericoloso in una città come New York. Abbiamo molto traffico, molti movimenti, un sacco di gente che usa le nostre strade”. 

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