I Muse sul nuovo album: “Siamo alternativi al pensiero musicale”
Il nuovo progetto “Will of the people” è in arrivo il 26 agosto
A distanza di quattro anni dal precedente “Simulation theory” del 2018, i Muse daranno alle stampe il nuovo lavoro intitolato “Will of the people” il prossimo 26 agosto. Il batterista dellea band Dominic Howard, che dai primi anni Novanta suona con Matt Bellamy e Chris Wolstenholme, ne ha parlato in un’intervista concessa a Repubblica.
“Ci piace vederci come degli outsider, lo eravamo di certo da ragazzini quando ci siamo conosciuti e vivevamo in una parte dell’Inghilterra, il Devon, dove non accadeva nulla”, racconta quando gli si chiede se si sentono ancora alternativi. Poi continua: “Era naturale per noi che non siamo cresciuti a Londra suonare cose diverse dal mainstream, eravamo al margine e abbiamo continuato su quella strada. Non volevamo perdere la nostra autenticità e credo che ci siamo riusciti”. “Will of the people” è un album che parla della società di oggi in maniera forte e che sembra essere più “politico” dei precedenti. “Penso che Matt sia riuscito a raggiungere un grado di maturità nei testi davvero notevole. Esprime i suoi sentimenti in maniera più chiara e precisa, quando eravamo più giovani e immaturi eravamo anche più vaghi e impersonali, invece ora ogni nostra canzone esprime contenuti immediati, diretti, comprensibili”, continua il musicista.
È un progetto più essenziale? “L’approccio che abbiamo avuto era ‘less is more’, non ci interessava caricare ogni canzone di troppe cose, spesso in passato lo abbiamo fatto con gli arrangiamenti. Stavolta abbiamo lavorato in maniera diversa eliminando tutto ciò che ci sembrava eccessivo, non avevamo bisogno di effetti speciali, sapevamo di poter fare quello che volevamo senza eccedere senza perdere la voglia di sperimentare. Pezzi come ‘Will of the people’, basato su un solo riff, in passato ci sarebbe sembrato troppo semplice, mentre ora in questa semplicità sappiamo trovare una grande dinamica”, sottolinea il musicista. E sulla data al Firenze Rocks dello scorso giugno ricorda: “Siamo stati a Firenze ed è stato bellissimo, torneremo a ottobre in Italia, è una paese che amiamo in maniera particolare e proporremo un concerto diverso da tutto quello che abbiamo fatto prima. Anche in termini ambientali, perché non è più possibile far finta di niente e girare il mondo come abbiamo fatto fino a oggi. Non sarà, insomma, l’anno per far volare una nave spaziale sulla testa della gente, ma non mancheranno comunque delle grandissime emozioni”.
