IL GOVERNO CHE CAMBIA IL CALENDARIO UNA FOLLIA

Tra i regali più graditi a natale ci saranno gli orologi, le agende e le clessidre. Sì, ritornano di gran moda gli strumenti che segnano il tempo. Perché? Bisognerà averne uno preciso ed affidabile per regolarsi in tutte le giravolte che il governo sta pensando di far fare al calendario. Il primo cambiamento è stato annunciato dal ministro Boccia che ha fatto sapere che per decreto Gesù quest’anno nasce prima della mezzanotte, approssimativamente, cometa permettendo, intorno alle 22, due ore prima. Ecco le sue parole: “Seguire la messa, e lo dico da cattolico, due ore prima o far nascere Gesù bambino due ore prima, non è eresia. Eresia è non accorgersi dei malati, delle difficoltà dei medici, della gente che soffre. Questa è eresia, non facciamo i sepolcri imbiancati. Papa Francesco ha dato un esempio bellissimo a tutti nella scorsa Pasqua, a partire dalla Via Crucis. Il Natale non si fa con il cronometro ma è un atto di fede”.

E subito dopo queste parole si è aperta la polemica da scartare sotto l’albero. Salvini è andato all’attacco: “A me non sembra normale che un ministro della Repubblica, che si dovrebbe occupare dell’emergenza di oggi e dell’Italia di domani, proponga la nascita anticipata di Gesù bambino, già stanno rovinando il Natale a milioni di italiani almeno non rovinassero il Natale ai bambini. Ma mezzanotte della vigilia di Natale gli italiani sarebbero cosi matti da fare mega assembramenti, mangiare tartine e bere prosecco? Un ministro che dice che Gesù bambino può nascere 2 ore prima – ha aggiunto – manca di rispetto a un Paese profondamente legato ai simboli e alla tradizione cristiana, si occupasse dell’emergenza e di aiutare le Regioni, cosa che non sta facendo. Alcuni ministri neanche a monopoli potrebbero competere”. Anche FdI ha criticato la proposta di Boccia: “Dopo mesi passati a comandare a bacchetta gli italiani ora per il Governo è venuto il momento di limitare le libertà personali pure di nostro Signore. Per il ministro Boccia non sarebbe una cattiva idea anticipare di due ore la nascita di Gesù la notte di Natale, così da fargli rispettare il coprifuoco. Non scherzava, lo ha detto veramente perché ormai il senso del ridicolo lo hanno perso da tempo”. E fin qui con un buon orologio ci si può regolare e magari posizionare il Bambinello nel presepe anche dal pomeriggio nel caso in cui Boccia decidesse di farlo nascere all’ora dell’aperitivo.

Ma non finisce qui. Per parare i colpi del ministro De Micheli occorre sempre l’orologio, ma anche una bella agenda dove annotare i giorni in cui figli dovrebbero andare a scuola. O meglio i weekend in cui i ragazzi dovrebbero uscir di casa per tornare sui banchi. Infatti il ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti ha proposto un’apertura delle scuole fino alle 20 ma da affiancare a lezioni previste sia il sabato che la domenica. Non è passato nemmeno un minuto dalle sue parole, manco il tempo di procurarsi un calendario con i rossi da cerchiare che subito il mondo della scuola ha zittito il ministro. E così i sindacati del corpo docente hanno fatto sapere la loro: “Serve altro. Serve assumere più insegnanti e personale amministrativo, pagare i festivi, modificare i contratti. Se si andasse a scuola sabato e domenica, fanno notare gli insegnanti, “i comuni e le province dovrebbero trovare i fondi per pagare energia elettrica, gas e acqua sette giorni su sette”. Per non parlare poi Sinopoli di Flc Cgil rincara la dose: “Perché non c’è un punto di coordinamento nel governo? Perché la ministra dei Trasporti ci deve spiegare come funzionerà la scuola? Nessuno ci ha illustrato perché le scuole sono state chiuse e adesso non ci dicono perché vogliono riaprirle. Dobbiamo partire da qui, capire perché?”. La Uil ha invece proposto l’idea (forse ben più sensata di quella del ministro) di allungare l’anno scolastico come spiega Pino Turri della Uil scuola: “Io ho chiesto una modifica del calendario scolastico, un allungamento dell’anno verso giugno, le prime settimane di luglio. Serve recuperare il tempo perduto. Non avrei problemi a impegnare la domenica, ma non c’è il personale per farlo”. Insomma nell’attesa che si decida quando mandare a scuola i ragazzi e l’orario esatto della nascita di Gesù c’è da scommettere che da qualche parte un altro ministro di questo governo sta studiando a che ora far terminare il 2020. Magari il 31 dicembre alle 3 di pomeriggio correndo il rischio di assembramenti sui divani per il pisolino pomeridiano.

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