Inflazione italiana al 3,3% in agosto, ING teme i consumi

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L’inflazione italiana accelera al 3,3% in agosto. ING stima una media del 2,7% nel 2026 e segnala rischi per i consumi legati all’energia.

Edificio storico dell'Istituto Nazionale di Statistica fotografato dall'esterno in una giornata luminosa

La sede dell'Istat a Roma. Foto: User:Mattes — CC BY-SA CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

La sede dell’Istat a Roma. Foto: User:Mattes — CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Istituto Nazionale di Statistica – building.jpg — User:Mattes

Secondo Repubblica Economia e Finanza, l’Istat ha pubblicato martedì 1 settembre 2026 i dati sul PIL e sull’inflazione italiana: in agosto il dato è accelerato al 3,3%. ING segnala che l’accelerazione dell’inflazione, trainata dai prezzi dell’energia, aumenta il rischio di una delusione sul fronte dei consumi.

L’inflazione di fondo ha invece registrato un leggero rallentamento.

Il dato dell’inflazione diffuso dall’Istat

Il 3,3% riguarda l’inflazione italiana di agosto ed è stato reso pubblico il 1° settembre 2026. ING stima per l’intero 2026 un’inflazione media del 2,7%, mentre individua nei prezzi dell’energia il fattore che ha trainato l’accelerazione di agosto.

Il dato del 3,3% è riferito all’inflazione italiana, ma la misura specifica cui si riferisce non è indicata. Non è disponibile neppure il dettaglio delle componenti che hanno determinato il valore di agosto.

Il leggero rallentamento dell’inflazione di fondo viene rilevato accanto all’accelerazione dell’indice generale. La previsione di ING per il 2026 riguarda invece la media dell’inflazione italiana nell’intero anno.

Il PIL nel secondo trimestre

L’economia italiana è cresciuta dello 0,2% nel secondo trimestre. A sostenere il risultato è stata la domanda interna, mentre le esportazioni nette hanno esercitato un freno sulla crescita.

La crescita trimestrale riflette quindi il sostegno arrivato dalla domanda interna e il freno esercitato dalle esportazioni nette. Sono questi i due elementi indicati per il risultato del PIL italiano nel periodo.

Servizi e beni durevoli sostengono la spesa

I consumi italiani hanno tenuto anche in presenza di un temporaneo deterioramento del reddito disponibile reale, causato dall’accelerazione dell’inflazione legata all’energia. La spinta alla spesa è arrivata principalmente da servizi e beni durevoli.

  • Servizi: hanno contribuito alla tenuta dei consumi.
  • Beni durevoli: sono stati l’altra componente principale della spesa delle famiglie.

Paolo Pizzoli ha indicato che i consumatori potrebbero adottare comportamenti più prudenti qualora le pressioni sui prezzi dovessero persistere. Il riferimento riguarda le decisioni di consumo in presenza di un’inflazione spinta dall’energia.

“Per il momento, i consumatori non percepiscono un elevato rischio di inflazione all’orizzonte, – spiega Pizzoli – ma è probabile che si manifesti una certa prudenza nei comportamenti di consumo qualora le pressioni sui prezzi dovessero persistere”

Paolo Pizzoli

Petrolio e gas spinti dalle interruzioni a Hormuz

Secondo Agenzia ANSA, le interruzioni dei flussi energetici attraverso lo Stretto di Hormuz hanno spinto verso l’alto sia il prezzo del petrolio sia quello del gas.

  • Il Brent ha superato i 92 dollari al barile, con un aumento dell’1,72%.
  • Il gas ha raggiunto 71,84 euro per megawattora, in crescita del 3%.

I prezzi dell’energia sono il fattore richiamato da ING nell’analisi dell’accelerazione dell’inflazione italiana. Le interruzioni attraverso Hormuz costituiscono il contesto dei rialzi rilevati sui due mercati energetici.

La previsione di ING per il terzo trimestre

ING prevede che l’espansione economica possa proseguire a un ritmo simile nel terzo trimestre. La stima viene accompagnata dall’avvertimento sul rischio che l’accelerazione dell’inflazione possa pesare sui consumi.

“Prevediamo una crescita simile nel terzo trimestre, ma l’accelerazione dell’inflazione, trainata dai prezzi dell’energia, aumenta il rischio di una delusione sul fronte dei consumi”

Paolo Pizzoli


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