IPOTESI ZONE BIANCHE RAFFORZATE

“Consentire la partecipazione solo a coloro che sono in possesso di uno dei requisiti per il ‘green certificate'”. E’ quanto prevede il documento delle linee guida delle Regioni rivisto dal Comitato tecnico scientifico, in merito allo svolgimento dei banchetti nell’ambito delle cerimonie, come matrimoni ed eventi analoghi. 

Negli spogliatoi delle palestre, piscine e centri benessere “deve essere preclusa la fruizione delle docce.

Inoltre, negli spogliatoi deve essere vietato il consumo di cibi”,  prevede il documento delle linee guida. Il Cts raccomanda di non utilizzare gli spogliatoi in palestra, ma è possibile farlo in piscina. 

Nelle seggiovie la “portata massima al 100% della capienza del veicolo con uso obbligatorio di mascherina a protezione delle vie respiratorie (chirurgica o superiore).

La portata è ridotta al 50% se le seggiovie vengono utilizzate con la chiusura delle cupole paravento”, sempre secondo il documento delle linee guida delle Regioni rivisto dal Comitato tecnico scientifico. Le Regioni su questo ed altri punti chiederanno un chiarimento, anche in virtù delle mutate condizioni epidemiologiche. 

Una ‘zona bianca rafforzata’ 

Una zona bianca rafforzata per evitare il rischio di una repentina retrocessione nel caso in cui l’incidenza settimanale dei contagi dovesse risalire, anche se di poco, oltre i 50 casi ogni 100mila abitanti. In vista della possibile promozione di tre regioni nella fascia di rischio più bassa (Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna) gli stessi governatori corrono ai ripari per non rischiare di tornare indietro. L’idea è quella di introdurre nuovi meccanismi condivisi a livello nazionale affinché sia tutelata la continuità delle aperture nei territori che hanno la più bassa diffusione del virus. L’ipotesi è quella del corpfuoco alle 24 (attualmente n zona bianca non c’è coprifuoco) e di altre misure anti-assembramento sulla movida, come l’obbligo di consumare solo seduti ai tavolini di bar e ristoranti all’aperto senza sostare in piedi davanti ai locali. L’obiettivo è scongiurare un “effetto Sardegna”, la regione che dopo essere finita in zona bianca a marzo, registrò poi un notevole aumento dei contagi che ne determinò il conseguente passaggio in zona arancione e rossa.

Se queste sono ipotesi, sembra invece certa l’intenzione – nel caso si finisca nuovamente in zona gialla – di rientrare in area bianca senza dover aspettare necessariamente tre settimane consecutive, qualora i dati lo consentano. Alcuni dei nodi si scioglieranno in queste ore in occasione del vertice tra i governatori a cui seguirà un incontro con l’Esecutivo, anche se al momento non c’è un ordine del giorno ufficiale. Nel frattempo prosegue il trend in miglioramento dei dati: il tasso di positività crolla al 1,2% – mai così basso nel 2021 – con 3.224 contati nelle ultime 24 ore, ma ancora 166 vittime registrate. Un’altra questione ancora aperta è quella sulle vaccinazioni in vacanza. Nonostante il Commissario per l’Emergenza, Francesco Figliuolo, abbia invitato i cittadini ad una programmazione in funzione delle villeggiature escludendo altre ipotesi, il governatore del Veneto, Luca Zaia, punta a superare le difficoltà tecniche legate a questo tipo di somministrazioni. “Siamo intenzionati ad utilizzare le settimane centrali di agosto per vaccinare chi fa vacanza e in generale gli operatori turistici nella regione – annuncia Zaia. E a ferragosto “pochi richiami, se non per chi se li fissa”. Anche Giovanni Toti, presidente della Liguria – che registra 20mila prenotazioni di over 18 per AstraZeneca e Johnson & Johnson – insiste: “sarebbe opportuno portare in Conferenza delle Regioni la bozza di accordo Liguria-Piemonte per vaccinare i turisti, in modo che possa diventare una traccia per tutti coloro che lo vogliono fare”.

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