Iran, istruzioni al Centcom e allarme Usa in Medio Oriente
Il Pentagono ha dato istruzioni al Centcom sui preparativi contro l’Iran. Allarmi Usa, attacco a Riad e contrasti sul Pakistan.
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Secondo la Repubblica, alcuni giorni prima del 7 ottobre il Pentagono aveva dato al Comando centrale degli Stati Uniti, il Centcom, istruzioni per completare i preparativi alla ripresa di operazioni di combattimento su larga scala contro l’Iran.
La Repubblica non riporta elementi sulla legge elettorale italiana, sulla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale o su un eventuale passaggio alla Corte costituzionale indicati nell’argomento; non fornisce neppure il nome della legge, le criticità giuridiche contestate o un calendario della Consulta.
Preparativi del Pentagono e dichiarazione di Trump
L’eventuale azione contro l’Iran era indicata come possibile prima delle elezioni di metà mandato statunitensi di novembre. Sullo stesso punto è emersa una contraddizione: da una parte l’ipotesi della ripresa delle operazioni prima del voto, dall’altra la dichiarazione di Donald Trump, che ha escluso un attacco in quella finestra temporale.
“Non attaccheremo l’Iran prima delle elezioni di metà mandato” — Donald Trump
Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni contro quelli che il Dipartimento del Tesoro ha definito i resti della flotta ombra iraniana di petroliere.
- Le operazioni contro l’Iran sono state considerate possibili prima del voto di metà mandato.
- Trump ha dichiarato che non ci sarebbero stati attacchi prima di quelle elezioni.
Le due indicazioni restano riportate come versioni in contrasto: i preparativi affidati al Centcom riguardavano una possibile ripresa delle operazioni su larga scala, mentre Trump ha escluso attacchi prima dell’appuntamento elettorale di novembre.
Gli avvisi di sicurezza per i cittadini americani
Le ambasciate statunitensi in Medio Oriente, compresa quella di Gerusalemme, hanno diffuso un allarme di sicurezza congiunto rivolto ai cittadini americani presenti nella regione. L’avviso ha chiesto maggiore vigilanza.
“a causa della complessa situazione di sicurezza” — allarme congiunto delle ambasciate statunitensi
Il Dipartimento di Stato ha avvertito che i combattimenti potrebbero intensificarsi rapidamente. Sul versante umanitario, a Gaza risultava finanziato poco più di un terzo delle risorse necessarie per rispondere alle esigenze abitative urgenti durante l’inverno. Il portavoce dell’Onu Stephane Dujarric ha affermato che la situazione umanitaria a Gaza rischia di peggiorare con l’arrivo del freddo.
L’attacco a Riad e il caso Pakistan
Gli Houthi hanno colpito l’aeroporto di Riad, dove almeno un aereo è stato gravemente danneggiato. In Arabia Saudita, il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha definito difensivo e deterrente il ruolo delle forze turche impiegate nel Paese.
“Le forze turche inviate sul suolo di un altro Paese non compiranno attacchi, ma avranno funzioni di difesa e deterrenza.” — Hakan Fidan
La Repubblica riferisce anche una contraddizione sulla partecipazione di mezzi dell’aeronautica pakistana ai bombardamenti contro gli Houthi: il coinvolgimento è riportato nella ricostruzione, ma il Pakistan lo ha negato e il ministero dell’Informazione ha definito quelle informazioni “false e inventate”.
L’incontro tra Putin e Pezeshkian
Il presidente russo Vladimir Putin ha incontrato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian a Turkmenbashi.
La posizione iraniana sull’uranio
Il capo dell’agenzia iraniana per l’energia atomica Mohammad Eslami ha dichiarato che l’Iran non rinuncerà al diritto di arricchire l’uranio e non cederà le proprie scorte.
“Non rinunceremo ad arricchire l’uranio” — Mohammad Eslami

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