Israele, Sohlberg chiede indagine Shin Bet sui fondi esteri

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La Commissione elettorale israeliana ha chiesto allo Shin Bet di indagare su possibili fondi esteri per influenzare il voto arabo.

Politico israeliano deposita il voto accanto a una cabina elettorale blu

Operazioni di voto in un seggio israeliano. Foto: Radiostudio90Italia — Lo Shin Bet indagherà su sospette interferenze estere sulle elezioni in Israele - Studio90 Italia (https://www.radiostudio90italia.it/lo-shin-bet-indaghera-su-sospette-interferenze-estere-sulle-elezioni-in-israele/)

Operazioni di voto in un seggio israeliano
Foto: Radiostudio90Italia — Lo Shin Bet indagherà su sospette interferenze estere sulle elezioni in Israele – Studio90 Italia radiostudio90italia.it

Secondo la Repubblica, il giudice Noam Sohlberg ha chiesto il 29 ottobre 2026 al capo dello Shin Bet, David Zini, di indagare su possibili interferenze straniere nelle elezioni legislative israeliane. Al centro della verifica ci sono sospetti su fondi esteri destinati ad aumentare illegalmente l’affluenza degli elettori arabi-israeliani, con presunti fondi qatarioti tra le ipotesi.

Le elezioni legislative si erano svolte il 27 ottobre 2026. Il Qatar ha negato di avere finanziato attività finalizzate a influenzare il voto.

La richiesta della Commissione elettorale

Sohlberg, presidente della Commissione elettorale centrale israeliana, ha sollecitato l’intervento dello Shin Bet. Zini aveva presentato informazioni definite “eccezionalmente gravi”. Il sospetto riguarda il trasferimento di ingenti somme da parte di soggetti arabi per accrescere la partecipazione alle urne della comunità araba attraverso mezzi illegali.

Qatar e Turchia tra le ipotesi esaminate

Fra le accuse da verificare figura il possibile finanziamento qatariota di iniziative rivolte a mobilitare gli elettori arabi. La lettera della Commissione, tuttavia, non indicava espressamente né il Qatar né la Turchia: i due Paesi comparivano invece tra le entità straniere potenzialmente comprese nell’esame dello Shin Bet.

Il possibile finanziamento attribuito al Qatar rientrava quindi tra le accuse da verificare, pur non essendo menzionato espressamente nella lettera della Commissione. L’indagine, secondo una delle fonti richiamate, era già in corso prima del voto del 27 ottobre. Il Qatar ha negato di avere finanziato attività finalizzate a influenzare il voto.

Un’indagine circoscritta secondo lo Shin Bet

Lo Shin Bet ha definito l’accertamento mirato e delimitato nel suo ambito.

“focused and limited in scope” — Shin Bet

L’agenzia di sicurezza ha anche precisato che la verifica non getta discredito né muove accuse contro un intero settore che ha votato democraticamente e legalmente.

“does not cast aspersions on or accuse an entire sector” — Shin Bet

I tempi legati allo spoglio

La Commissione elettorale ha chiesto che gli esiti dell’indagine vengano presentati entro una settimana. Il termine era legato ai tempi dello spoglio, mentre l’inchiesta non avrebbe ritardato la certificazione dei risultati elettorali.

I punti sottoposti alla verifica riguardano:

  • l’eventuale provenienza estera dei finanziamenti;
  • il possibile coinvolgimento di Qatar e Turchia;
  • l’uso di mezzi illegali per incrementare la partecipazione della comunità araba.

Le due stime sull’affluenza

L’Associated Press ha indicato l’affluenza complessiva al 77%, mentre Le Monde ha riportato il 77,7%. L’esito dell’indagine dello Shin Bet non è riportato, né risulta indicato se siano stati accertati mezzi illegali.


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