Katy Perry, multa dal governo delle Baleari per il videoclip girato in un’area protetta

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Ha imposto una sanzione di 6.000 euro alla casa di produzione responsabile del videoclip del singolo Lifetimes della cantante

Questo è di certo un brutto periodo per la popstar statunitense Katy Perry, tra problemi personali e controversie legali: dopo la fine della relazione con l’attore Orlando Bloom (confermata all’inizio dello scorso mese), a distanza di un anno dai fatti è arrivata la decisione ufficiale del Governo delle Baleari. Ha imposto una sanzione di 6.000 euro alla casa di produzione responsabile del videoclip del singolo Lifetimes della cantante, realizzato senza autorizzazione all’interno del Parco Naturale di Ses Salines, nelle isole Baleari. 

L’area interessata, che si estende dal sud di Ibiza al nord di Formentera e comprende anche il tratto di mare tra le due isole, è riconosciuta per la sua straordinaria bellezza e per l’importanza ambientale. Qui si trovano spiagge celebri, paesaggi di foreste e pianure, oltre a ecosistemi marini inseriti nel patrimonio dell’Unesco.

Secondo quanto riportato dal Majorca Daily Bulletin, la sanzione arriva al termine di un procedimento iniziato nell’estate precedente. La produzione, riferisce Europa Press, non aveva alcun permesso dal ministero dell’Agricoltura, della Pesca e dell’Ambiente per oltrepassare le barriere che tutelano habitat di elevato valore naturalistico, fondamentali per la biodiversità locale. Si tratta infatti di un’area di sosta e nidificazione per numerose specie di uccelli migratori, oltre che di un delicato ecosistema marino.

Le autorità hanno avviato l’inchiesta nel luglio dello scorso anno, dopo le prime segnalazioni della presenza di Katy Perry sulle dune di S’Espalmador, isolotto protetto dal 1980. La popstar, 40 anni, era stata notata anche in altre zone vincolate dell’arcipelago, fatto che ha spinto gli organi competenti a verificare le modalità di realizzazione del videoclip.

Pur non essendo la prima celebrità a scegliere le Baleari come scenario per un progetto artistico, il caso di Katy Perry ha riacceso il dibattito sull’impatto delle produzioni audiovisive nei luoghi naturali. 

Gli ambientalisti hanno espresso preoccupazione, sottolineando come anche iniziative apparentemente rispettose dell’ecosistema possano, in realtà, causare danni a contesti particolarmente vulnerabili. (Skytg24)

Immagine: AGI

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