La caccia, l’ultimo film di Bocci tra favola noir e thriller
In sala dall’11 maggio, protagonista Laura Chiatti
Tra favola familiare, molto noir e film di genere, già fuori concorso al 40/o TFF – Torino Film Festival, nella sezione ‘Favolacce’, La caccia di Marco Bocci arriva ora in sala l’11 maggio distribuito da Medusa Film in circa 250 copie e presentato in anteprima il 10 maggio al Riviera International Film Festival.
Il film segna il ritorno di Bocci dietro la macchina da presa dopo il suo esordio alla regia con A Tor Bella Monaca Non Piove Mai (2019) ed è il primo in cui dirige la moglie, Laura Chiatti.
E questo in un cast composto anche da Filippo Nigro, Paolo Pierobon e Pietro Sermonti.
“È complicato dire come nasce questo film – spiega oggi a Roma Bocci -. Comunque deriva da una mia esperienza personale quando, quattro anni fa, dopo un’encefalite ho perso la memoria a breve termine. Allora mi sono chiesto: Che cosa è una vita senza ricordi? E, ancora: cosa succede quando questi diventano confusi come capita appunto ai fratelli protagonisti del film?”.
Di scena un dramma familiare che segue appunto la storia di quattro fratelli, tre maschi e una femmina, che si riuniscono, dopo svariati anni, per l’improvvisa morte di un padre ingombrante che li ha educati alla ‘caccia’ per affrontare le insidie della vita. Ora da questa educazione, almeno da quanto si vede nel film, i quattro, senza alcuna eccezione, non sono usciti troppo bene. C’è infatti Silvia (Chiatti) che ha problemi di tossicodipendenza e non solo; Mattia (Sermonti) è invece un pittore dalle alterne fortune e con una compagna, piuttosto impegnativa, aspirante cantante; Luca (Nigro) ha una concessionaria piena di auto di lusso e di debiti, mentre Giorgio (Pierobon) funzionario in un’azienda, ha che fare con una moglie e una figlia che vogliono vivere molto oltre le sue possibilità. Un quartetto di fratelli piuttosto complicato, quello messo in campo da Bocci, che dovrà vedersela, alla morte del padre, con un’eredità economica ed affettiva difficile da gestire.
Il film è prodotto da Santo Versace e Gianluca Curti per Minerva Pictures, con Rai Cinema.
