LA CRISI CHE GLI ITALIANI NON VOGLIONO
La crisi di Governo si sviluppa e prende forma tra le aule parlamentari, il Quirinale e i social media, un ecosistema comunicativo dove si collegano pezzi di conversazioni, tweet, commenti, ricavando il quadro d’insieme nella sua complessità. Si fa la conta dei numeri, mandato esplorativo al Presidente della Camera, Roberto Fico, per verificare l’esistenza di una maggioranza politica tra Pd, M5s, Leu e Italia viva.

Appena terminato l’incontro con il Presidente della Repubblica, il video delle dichiarazioni ufficiali di Roberto Fico è stato pubblicato nella sua pagina Facebook. La politica trasferitasi sui social media conferma una tendenza consolidata: si è passati dai messaggi unidirezionali “one-to-many” ad un’impostazione bidirezionale, dove l’interazione è la parola chiave. Assistiamo a una di crisi di Governo alimentata da tutti, in tempo reale, con enormi volumi di conversazioni in rete fluttuanti e agganciate ai post dei politici protagonisti.
Gli analisti di Kpi6*, la piattaforma per la comprensione dei trend, mercati e consumatori hanno rilevato in appena sette giorni su Twitter, 193mila conversazioni, 125mila commenti, oltre 365mila condivisioni con 13mila hashtag utilizzati, e un tasso di interazioni altissimo, 0,50% sopra la media Twitter. Tutti valori in costante crescita.
Numeri altissimi, la politica in rete corre velocissima, e i social non sono solo gli spazi dove vengono raccontati i fatti, ma anche dove i fatti accadono. La realtà è ormai composta da due matrici, offline e online.
