La mezza sconfitta dell’Arabia Saudita

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cambiato qualcosa, ma non nella direzione sperata dagli arabi e (forse) dalla stessa ATP. È trascorso circa un anno e mezzo dalla nostra esclusiva – che ebbe risonanza internazionale – sul varo di un torneo Masters 1000 in Arabia Saudita a partire dal 2027, decretato nell’aprile 2024 durante il torneo di Madrid. Nonostante fosse stato approvato dal consiglio d’amministrazione ATP (a maggioranza risicata), il progetto non si è concretizzato secondo i piani e la fumata bianca di queste ore racconta uno scenario diverso. Rispetto a quanto è stato stabilito l’anno scorso, le differenze sono due: 1) Si partirà nel 2028 e non nel 2027. 2) Non vi è certezza sulla data. “L’unica cosa che posso dire è che sarà nella prima parte dell’anno” ha detto Andrea Gaudenzi, CEO ATP, in una videoconferenza con alcuni giornalisti. Lo scenario preferito sarebbe una collocazione in febbraio, con la prospettiva di creare un doppio tour nel mese attualmente più affollato di tornei. Oggi se ne giocano dieci, in quattro continenti e su più superfici.

L’ATP ipotizza uno snodo: da una parte il tour mediorientale, dall’altra quello sudamericano (magari con un cambio di superficie: dopo Acapulco, anche Buenos Aires e Rio de Janeiro potrebbero passare al cemento). Ma sarà una sfida: lo ha riconosciuto Gaudenzi, dando appuntamento al 2026 per definire il calendario della stagione che dovrebbe cambiare volto al circuito. Già, perché in quel periodo ci sono altri tornei che non c’entrano nulla con l’ipotizzato doppio binario: Dallas (che ha appena ottenuto l’upgrade ad ATP 500, anche se i feedback ottenuti non sono dei migliori), Delray Beach e le tappe europee di Montpellier e (soprattutto) Rotterdam. Fino a quest’anno c’era anche Marsiglia, che però dall’anno prossimo è stato spostato in autunno (e cambierà città, recandosi a Lione). Insomma, un bel problema. Un problema che nasce dall’irruzione araba nel tennis mondiale, meno aggressiva rispetto a quella vissuta nel golf, ma ugualmente ambiziosa. Tramite il proprio fondo monetario, l’ormai celeberrimo PIF, gli arabi sono entrati nel tennis sponsorizzando le classifiche ATP e WTA, ospitando le WTA Finals (a Riyadh fino al 2026: per ora) e le Next Gen Finals (a Jeddah) e proponendo un investimento-monstre di un miliardo di dollari.

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