La Sirenetta, perché il live action ha scelto quella citazione di apertura
Il regista Rob Marshall ha finalmente rivelato perché ha scelto proprio quella citazione per la scena d’apertura del live action La Sirenetta
La Sirenetta ha reso omaggio anche a Hans Christian Andersen, autore della storia che ha ispirato il classico d’animazione del 1989 e il film live action al cinema con protagonista Halle Bailey. Ma, prima ancora dell’inizio della storia, sul grande schermo appare il mare agitato ed una scritta in bianco, una citazione che appartiene proprio a La Sirenetta di Hans Christian Andersen. Perché è stata scelta proprio quella citazione? A rivelare di più è il regista del live action.
Il ritorno di Ariel sul grande schermo è stato accompagnato da svariate polemiche che hanno riguardato prima tra tutte la scelta dell’attrice protagonista. Halle Bailey ha dimostrato il proprio talento sul grande schermo, con l’uscita del nuovo film Disney disponibile anche in Italia dal 24 maggio 2023. Cercando di essere il più fedele possibile nei confronti del classico d’animazione, ma con alcune aggiunte funzionali alla storia, La Sirenetta ha anche reso omaggio allo scrittore della storia originale. Sua è infatti la citazione con cui inizia il film live action. Ma perché proprio quella citazione? La frase in questione è la seguente: “Ma una sirena non ha lacrime, e quindi soffre molto di più” e Rob Marshall ha raccontato perché ha voluto che fosse proprio questa citazione ad inaugurare il film. Intervistato da Deadline, il regista Rob Marshall e il produttore John DeLuca hanno rivelato il motivo.
La citazione per me ha una tale profondità. Dice: ‘Guarda cosa sta per affrontare per raggiungere il suo obiettivo finale’. Significa che deve impegnarsi per trovare la sua strada. Ed è di questo che parla realmente il film. Non bisogna mai arrendersi. E il fatto che una sirena non abbia lacrime è il motivo per cui i suoi sentimenti sono più amplificati. Per me pone tutti i presupposti. C’è molta più emozione, profondità e la posta in gioco è più alta. Quando poi diventa umana, versa una lacrima e può finalmente provare ciò che provano gli altri esseri umani. Per noi è stato molto profondo e abbiamo affrontato la stessa profondità nel film e nella storia grazie a Hans Christian Andersen.
