LA SITUAZIONE È CRITICA MA NON COME MARZO

“L’Italia è oggi in una situazione ben diversa rispetto a quella del mese di marzo, anche se anche questa situazione si sta rivelando molto critica”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, intervenuto alla camera dei deputati per un’informativa sulle ulteriori iniziative adottate dal governo con il nuovo Dpcm relativo all’emergenza epidemiologica da Covid-19. Che però ha annunciato che il governo è pronto a intervenire rapidamente. “A livello regionale bisogna mantenersi pronti a intervenire, in base all’assetto definito dal decreto-legge n. 125 del 2020, per modulare in senso più restrittivo se necessario le misure, qualora – in base alla progressione del virus – si verifichino situazioni di particolare criticità in specifiche aree della regione. La Regione, infatti, per contrastare la maggiore diffusione del contagio, può introdurre misure ulteriori rispetto a quelle disposte a livello nazionale dai Dpcm, in conformità ai criteri previsti dai provvedimenti del governo e comunque d’intesa con il ministro della Salute. Tanto più in questa fase, ritengo fondamentale – direi decisivo – il massimo coordinamento tra i diversi livelli di governo, secondo un metodo ispirato alla collegialità e alla necessaria condivisione delle scelte, le quali – seppur differenziate per adattarsi al mutevole ed erratico andamento del contagio – devono comunque preservare i caratteri di omogeneità e di coerenza, affinché non si smarrisca la ratio unitaria dell’intervento all’emergenza.

Già in questi ultimi giorni, e ormai siamo alle cronache di queste ultime ore, vi sono alcune Regioni che hanno promosso la procedura per pervenire a misure più restrittive rispetto a quelle contenute nel Dpcm. Al momento si è concluso l’iter per la Regione Lombardia, è in corso l’iter della Campania e ovviamente non possiamo escludere ulteriori aggiornamenti. L’efficacia della risposta resta in ogni caso affidata alla responsabilità individuale di ciascun cittadino e alla responsabilità collettiva dell’intera comunità nazionale: tanto più rigoroso sarà il rispetto delle prescrizioni da parte di ciascuno di noi, tanto più efficace sarà il contenimento del rischio di contagio e più possibile superare questa seconda ondata con il minor sacrificio per il Paese. Dobbiamo sforzarci tutti di ridurre le occasioni di contagio, di evitare spostamenti non necessari e attività superflue che potrebbero generare rischio. Se saremo disposti, oggi, ad affrontare questi piccoli sacrifici, domani riusciremo ad evitare interventi più rigorosi e, quindi, più penalizzanti”, ha aggiunto Conte. 

Il premier ha ricordato che “l’immane lavoro svolto nei mesi scorsi ci spinge, oggi, ad affrontare con una strategia diversa la pandemia, concentrando l’attenzione, a livello nazionale, esclusivamente su quelle misure volte a limitare le condotte e i comportamenti più direttamente riconducibili alla sfera delle relazioni sociali e ricreative, attualmente veicolo (ce lo segnalano le evidenze epidemiologiche) di maggiore diffusione del virus”. E ha sottolineato che: “I contraccolpi della crisi sono ancora forti e non è possibile, in questa fase, dismettere la rete di protezione disposta sin dall’inizio della crisi in favore dei lavoratori e delle imprese. È per questa ragione che rifinanziamo con 5 miliardi di euro un nuovo e ulteriore ciclo della cassa integrazione, prevedendo la gratuità della cassa integrazione per le imprese che hanno registrato perdite oltre una soglia predeterminata”.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: