La vita di Lindsay Lohan, eterna diva tra drammi e splendori

L’ascesa da bambina, il successo rapido e una serie di inciampi, ecco cosa è successo all’attrice fino a oggi.

n teoria, il 2020 doveva essere il suo anno. Lo aveva annunciato lei stessa, su di giri da Muscat (in Oman, perché ora vive nella vicina Dubai) a Capodanno, in collegamento con Anderson Cooper e Andy Cohen per lo show live della Cnn. Ma a Lindsay Lohan non gliene va dritta una da un bel po’, e così ci si è messa pure una pandemia globale a intralciare l’attesa rivincita della 34enne americana che si dichiarava “finalmente pronta a riprendere in mano la vita per cui ha lavorato duramente”. Cantante (insomma), attrice che dopo Mean Girls non ha più azzeccato un film, imprenditrice, stilista (anche di gambaletti ispirati alla nascita di Marilyn Monroe), tossicomane, criminale, anima persa, amica-nemica di Paris Hilton e Britney Spears, e molto altro ancora. La sua carriera a un certo punto diventa un ottovolante impazzito e lei una regina del dramma. Con i paparazzi che la inseguono, ossessivamente, in cerca di un’immagine nuova della sua caduta a spirale. E con la stampa che la fa a pezzi quando è poco più di una ragazzina, perennemente in minigonna, Ugg e maxi it bag dietro a cui cerca di nascondersi dai flash. Presa in giro per il suo corpo, per i disturbi alimentari ben documentati di cui soffriva. Di certo però Lindsay ha un suo record: dopo un’infanzia da bambina prodigio, disattende tutte le promesse possibili e spreca un immenso talento diventando la prima professionista della stirpe delle famose solo per essere famose.

lindsay lohan

Senza mai neanche una battaglia per salvare il Pianeta o una famiglia di ereditieri Hilton o Kardashian alle spalle, lei è soprattutto un genuino disastro. Fidanzati (e una fidanzata, la dj Samantha Ronson. E hanno coraggio: sono la prima coppia di giovani donne famose a uscire allo scoperto) sbagliatissimi, cause perse, progetti fuffa. Fa quasi tenerezza. Come quando, in pieno #MeToo, difende pubblicamente il molestatore seriale Harvey Weinstein. O come l’anno scorso quando ha aperto uno stabilimento balneare a Mykonos, girandoci un reality per Mtv: uno strazio. Ma per capire Lindsay fino in fondo, occorre guardare il suo rapporto con i genitori, che la spremono come una gallina dalle uova d’oro, la incasinano prima ancora che sia adolescente. La madre Dina, a lungo accusata di averla sfruttata e di aver incoraggiato le sue dipendenze dall’alcol.

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Il padre Sullivan (mezzo irlandese, mezzo napoletano), che si separa e si risposa con Dina con cui litiga spesso violentemente davanti ai figli, e che viene arrestato diverse volte finendo poi in prigione per frode azionaria. “Da piccola mi sentivo il secondo genitore di casa, nel senso che ho aiutato a crescere la mia famiglia. Mi sono dovuta mettere tra mio padre e mia madre spesso”, raccontava Linsday, che sulla sua vita ha registrato un documentario con Oprah Winfrey. Di sicuro Sullivan e Dina Lohan sono determinatissimi a far sfondare nel modo dello spettacolo la primogenita: Lindsay Dee Lohan nata a New York nel 1986, che infatti già a tre anni posa come modella per Calvin Klein e a dieci viene scritturata per la soap Destini. Ma l’anno della svolta è il 1998: con Genitori in trappola, film che incassa oltre 66 milioni di dollari solo negli Stati Uniti, la Disney nota la dodicenne LiLo e la mette sotto contratto, seguono anni di successi e blockbuster. Con Mean Girls, il suo primo film vietato ai minori di tredici anni e non Disney (incassò più di 86 milioni di dollari negli Stati Uniti e 129 milioni in tutto il mondo), diventa “la nuova regina dei film per ragazzi”.

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