L’anima prog di Elio e le Storie Tese in 9 canzoni più una
Campionamenti di Demetrio Stratos, deliri ritmici, citazioni dei Genesis, genialate zappiane: Elii, tornate insieme e fate un album tutto progressive
Lo si sa da tempo, Elio e le Storie Tese sono il più incredibile frullatore musicale mai apparso in Italia. Le loro non sono solo canzoni, sono stordenti avventure in tutto lo scibile sonoro possibile e immaginabile. Ascoltare un loro brano, anche il più breve e apparentemente semplice, vuole dire abbandonare ogni certezza e spingersi a esplorare universi di tecnica eccelsa, citazioni come se piovesse, rompicapo ritmici e armonie geniali. Vogliamo poi parlare dei testi? Analisi sempre lucidissime della realtà vista tramite le lenti della surrealtà, con schegge del vissuto tipico di una certa generazione che come per magia coinvolge anche chi a quella generazione non appartiene.
Elio e i suoi sono tutto questo e incredibilmente anche di più. Sono dei grandissimi prog nerds, con orecchie e cuori sempre vicini alla scuola rock sinfonica inglese che vede i Genesis come rappresentanti più amati nel nostro Paese. La passione di EELST per la band si evince in ogni loro album, nelle interviste, libri, citazioni… Un trasporto tutt’altro che superficiale ma bensì penetrato a fondo, con studio e rispetto. Non è raro scoprire tra le pieghe degli accordi concepiti da Rocco Tanica tutto l’insegnamento di Tony Banks, per dirne una. Ma siccome Banks è unico, Conforti trova modo di dire la sua riuscendo a non copiare il tastierista ma anzi arricchendo questa influenza con spunti del tutto personali che lo rendono quasi un Banks 2.0.
Il costrutto dell’Elio-prog non è però basato solo sull’amore per i Genesis, se proprio dovessimo tirare le somme della loro musica bisognerebbe tirare dentro l’impossibile, per quanta ricchezza essa racchiude. Per sintetizzare si potrebbe dire che sono il perfetto connubio tra la tecnica multi-level (compositiva e strumentistica) di Frank Zappa e il romanticismo dei citati Genesis condito da diversi spunti mutati dal prog rock italiano più avventuroso (Area, Arti & Mestieri), ma sarebbe ancora poco. Da ricordare inoltre che da Zappa gli Elii prendono anche l’ironia dissacrante e assolutamente non politically correct, fortunatamente. Prendono infine il desiderio di mischiare il pop con le orchestrazioni più ardite della classica.
In un contesto simile è interessante andare alla ricerca dei brani più vicini allo spirito prog. Che pensandoci è un controsenso, perché tutta la musica di EELST è prog, lo è profondamente a livello di filosofia, perché non teme di mischiare l’immischiabile, di andare oltre la pop song da tre minuti, cerca di portare la canzone a un livello diverso. In tutto ciò possiamo però divertirci a focalizzare gli aspetti più classicamente prog, quelli che fanno drizzare le orecchie agli amanti del genere che quando sentono un’apertura sinfonica o un svisata di tastiere alla Cinema Show impazziscono.
Ecco quindi il pane per i loro denti: nove brani in classifica più un numero zero a dimostrare quanto il loro amore per il genere-non-genere sia forte e quanto la loro volontà di proporlo a chi magari non lo conosce sia grande. Non solo per mera curiosità ma anche e soprattutto per “allenare” i propri ascoltatori a quella “musica difficile” che può regalare grandi soddisfazioni da molteplici punti di vista.
