LE CITTÀ SANTUARIO PENALIZZATE DALL PANDEMIA PROTESTANO

I santuari sono da sempre mete di punta delturismo della Settimana Santa. Come molte altre destinazioni, però, quest’anno i luoghi del turismo religioso vedono sfumare i guadagni del periodo, dato il divieto di spostamento al di fuori del proprio comune e la zona rossa in tutta Italia per i giorni di Pasqua e del Lunedì dell’Angelo. Così, commercianti e operatori turistici di cinque tra le più rappresentative mete del turismo religioso italiano, cioè Assisi, Cascia, Loreto, Pompei e S. Giovanni Rotondo hanno scelto una giornata significativa come quella del Venerdì Santo per accendere i riflettori sulla loro situazione.

Domani, per la prima volta, gli imprenditori delle cinque “città santuario” scenderanno in piazza, in contemporanea, per rappresentare “il loro dramma e la loro enorme preoccupazione per il futuro”. Centinaia di commercianti e operatori turistici si uniranno in un una protesta “pacifica e nel rispetto delle regole, ma estremamente determinata”, di chi “non si arrende a morire nell’indifferenza”. L’iniziativa è partita da Confcommercio Assisi, che ha coordinato la protesta delle realtà imprenditoriali “stremate dalla crisi economica”.

L’appello delle piccole imprese delle cinque città santuario, al Governo e ai parlamentari delle regioni coinvolte, è “di creare le condizioni perché gli aiuti arrivino davvero, in forma rapida e coerente con il danno subito in questo lunghissimo anno con incassi zero”. “Siamo dimenticati tra i dimenticati”, dicono. Le manifestazioni, coordinate dalle sedi territoriali di Confcommercio si terranno ad Assisi, in piazza del Vescovado, a Cascia, a Roccaporena, a Loreto, in piazza Giovanni XXIII, a Pompei, in piazza Bartolo Longo, e a San Giovanni Rotondo, nel piazzale antistante la chiesa conventuale santuario Santa Maria delle Grazie.

“La filiera legata al turismo è allo stremo”, dice Confcommercio. “Da Assisi, Cascia, Loreto, Pompei e San Giovanni Rotondo – spiega l’organizzazione -, le piccole imprese chiedono per se stesse e per tutti i colleghi d’Italia un’attenzione particolare. Occorre un intervento speciale, immediato e strutturale. Queste preziose, piccole città non si arrendono a diventare buie scatole vuote”.

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