Le proteste a Hong Kong nel film bandito dalla Cina

Revolution of our times racconta la repressione del 2019

Cosa accade nell’ex colonia britannica di Hong Kong tornata sotto il controllo cinese 25 anni fa? Il movimento prevalentemente giovanile, colorato, sceso in piazza con l’obiettivo di ottenere una maggiore democrazia è stato duramente represso.

Un documentario potente e coraggioso racconta i giorni in cui gli studenti (e non solo loro) protestando circondarono il parlamento per bloccare l’approvazione della legge sull’estradizione verso la Cina, tornando a lottare per la democrazia, come cinque anni prima aveva provato a fare il movimento di Occupy Central, quello della rivoluzione degli ombrelli.

E’ REVOLUTION OF OUR TIMES, visto a Cannes nel 2021, arrivato quasi clandestinamente, bandito in Cina, e che ora esce in sala in Italia dal 30 giugno, in occasione del 25mo anniversario del ritorno di Hong Kong alla Cina. Il regista è il 43enne di Hong Kong Kiwi Chow, autore tra l’altro, insieme ad altri del cult pluripremiato Ten Years. Nel film c’e’ il pugno di ferro contro il movimento democratico, nonostante il forte sostegno popolare che ha portato in strada due milioni di persone, quasi il 30% della popolazione della citta’. Kiwi Chow documenta l’inizio della battaglia, 15 marzo 2019, un mese dopo la proposta di legge governativa sull’estradizione, una legge che di fatto spezzerebbe la linea di autonomia tra i due sistemi giuridici. Di quella gigantesca rivolta popolare che culminerà nel lungo assedio al Politecnico e finirà per coinvolgere due milioni di persone, soprattutto giovani e giovanissimi, arrivano da Revolution of our times le testimonianze dirette dei protagonisti e le incredibili immagini riprese durante i cortei e le manifestazioni. 

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