L’INPS SOTTO OSSERVAZIONE DELL’AUTORITY

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L’Autorità garante per la protezione dei dati personali, di cui è presidente Pasquale Stanzione, ha inviato una richiesta di informazioni all’Inps e ha aperto una istruttoria in ordine alla metodologia seguita dall’Istituto rispetto al trattamento dei dati dei beneficiari del bonus Covid per le partite Iva e alle notizie diffuse al riguardo.

Il Garante chiede all’Inps di conoscere, in particolare, quale sia la “base giuridica del trattamento effettuato sui dati personali dei soggetti interessati; l’origine e tipi di dati personali trattati, riferiti alla carica di parlamentare e amministratore locale e regionale”, le  “modalità con cui è stato effettuato il trattamento, con specifico riguardo all’operazione di ‘raffronto’ dei dati personali dei soggetti richiedenti o beneficiari del bonus, con quelli riferiti alla carica di parlamentare e amministratore locale e regionale”, nonché “l’ambito del trattamento ed eventuali comunicazioni a terzi di tali dati”. 

Dialogo Montecitorio-Inps

Intanto, la sede in cui sarà affrontato il caso dei deputati che hanno richiesto il bonus partite Iva sarà l’audizione del presidente dell’istituto, Pasquale Tridico, in commissione Lavoro alla Camera, secondo fonti di Montecitorio. In quella sede sarà dunque possibile per i deputati fare tutte le domande che ritengono al presidente Tridico sull’erogazione dei bonus, e dunque anche eventualmente sui nomi dei parlamentari beneficiari che hanno chiesto e ottenuto il bonus da 600 euro per le partite Iva.  L’audizione si svolgerà nelle prossime ore.

Il M5S fa sapere che 240 deputati del gruppo hanno rinunciato alla privacy per consentire all’Inps di fare i nomi, mentre per la Lega Salvini ribadisce: “Ho dato indicazione che chiunque abbia preso o fatto richiesta del bonus venga sospeso e in caso di elezioni non ricandidato”. Il governatore del Veneto Zaia dal canto suo dice che incontrerà i tre consiglieri coinvolti e poi deciderà se non ricandidarli nel voto del 20 settembre.

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